10 Febbraio 2026
Mona Juul, la diplomatica norvegese ambasciatrice in Giordania e in Iraq, ha rassegnato le sue dimissioni dopo che il suo nome è comparso nella lunga "lista nera" di politici accusati di aver avuto rapporti con l'ex finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. Dopo la decisione, presa lo scorso 8 Febbraio, la polizia norvegese ha aperto un'indagine per corruzione a carico suo e del marito Terje Rød-Larsen.
Lo scandalo Epstein sta lambendo mezza Europa e ora, dopo le significative perdite avvenute all'interno dell'esecutivo Starmer e non solo, ad essere colpite sono Istituzioni di primo piano come l'ONU, dove Mona Juul per quattro anni ha ricoperto il ruolo di Rappresentante permanente della Norvegia (2019-2023), carica preceduta da quella di Ambasciatrice norvegese in UK (2014-2019). Ora però l'ultimo incarico di prestigio che stava ricoprendo in Giordania ed Iraq ha dovuto, gioco-forza, lasciarlo dopo che lo scandalo di abusi sessuali e traffico di minori di Epstein ha investito anche lei.
La decisione di lasciare, definita dal ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide come "corretta e necessaria", è giunta quasi in concomitanza con la sospensione della Juul dall'incarico in attesa dell'indagine sui suoi presunti legami con Epstein. A quanto si apprende, i rapporti tra Epstein e la famiglia Rød-Larsen sarebbero notevoli: l'ex finanziere avrebbe lasciato in eredità ai figli della diplomatica circa 10 milioni di dollari (5 milioni ciascuno). Ora le indagini si stanno focalizzando sull'entità di tali rapporti "che lei ha avuto con Epstein in qualità di dipendente del ministero degli Esteri". Non solo: alcune e-mail pubblicate rivelano come il marito Terje Rød-Larsen abbia cenato con Epstein a Parigi nel giugno 2019, poche settimane prima del suo arresto per traffico sessuale.
Mona Juul, assieme al marito Rød-Larsen, hanno giocato un ruolo-chiave nello scenario israelo-palestinese dei cosiddetti accordi di Oslo del 1993, dunque ancora una volta Epstein potrebbe aver avuto accesso, tramite la diplomatica, ad informazioni sensibili. Le dimissioni di Mona Juul sono state motivate dal suo avvocato Thomas Skjelbred in quanto necessarie dal momento che "la situazione in cui [Juul, ndr] si trova rende impossibile svolgere le sue funzioni in modo responsabile".
Ora dunque, dopo Børge Brende, amministratore delegato del World Economic Forum, dopo l'ex premier Jagland e la principessa Mette-Marit, nell'occhio del ciclone delle indagini anti-corruzione vi è finita proprio la Juul. L'unità norvegese incaricata delle indagini ha fatto sapere che "indagherà se i benefici sono stati ricevuti in relazione alla posizione" della donna. Intanto, la carica di ambasciatore norvegese in Giordania è stata affidata al vice della Juul fino a nuova nomina.
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