10 Febbraio 2026
Nei documenti noti come Epstein Files emergono anche numerosi nomi italiani. Dalla galassia della famiglia Agnelli fino all’imprenditore Tancredi Salvatore Marchiolo, i file mostrano contatti, citazioni e relazioni di varia natura. In particolare, Marchiolo risulta aver intrattenuto con Jeffrey Epstein uno scambio diretto di oltre 1600 email. Va precisato in questa sede che essere citati nel files non implica di per se un reato o essere condannati.
Lo youtuber Gennaro Mansi racconta e ricostruisce, basandosi esclusivamente sui documenti disponibili, la presenza di numerosi italiani all’interno dei cosiddetti Epstein Files:
“Quello che avete appena sentito è un frammento audio in italiano. Sono due voci che parlano una nostra lingua e fanno parte di un archivio di milioni di carte, conversazioni, e-mail e contatti che nelle ultime settimane è stato riversato in rete sotto l'etichetta di Epstein Files. E in quel mare magnum accanto a Donald Trump, Bill Gates, Bill Clinton e altri nomi noti, sembrano effettivamente esserci anche diversi italiani. Gli Epstein Files sono stati raccolti in un arco di tempo lunghissimo, più di venti anni praticamente, e resi pubblici in fasi successive. La domanda che prova a farsi questo video è una quanti italiani avevano un canale diretto con Jeffrey Epstein, vale a dire una mail, un numero uno scambio personale documentato? E che cosa si può dire con prudenza e con metodo, guardando esclusivamente ai documenti così come sono?
Ma partiamo da chi era Epstein? Era un finanziere di New York, con una rete di relazioni trasversale, capace di muoversi tra alta società, finanza, politica, è finito al centro di uno dei casi più scabrosi degli ultimi decenni. Nel 2008 in Floridaviene condannato per aver abusato sessualmente di una minorenne. Nel 2019 viene arrestato di nuovo, questa volta a New York, e con accuse federali gravissime legate a un presunto traffico di minorenni per abusare di loro o farne abusare da amici e conoscenti dell'alta società. L'accusa però non diventa mai condanna, perché Epstein muore in carcere lo stesso anno, in una vicenda archiviata ufficialmente come suicidio, ma circondata da molte ombre. E più di un'incongruenza.
Indagini e testimonianze, però, hanno fatto emergere una rete di reclutamento e sfruttamento sessuale di giovani donne, pensate in alcuni casi minorenni, di anche solo undici anni, che secondo gli inquirenti non era un fatto occasionale, ma un meccanismo ripetuto per anni nelle varie case di Epstein in giro per il mondo. Dentro i files convivono frammenti di quel contesto insieme, una quantità enorme di materiali che racconta anche di scambi sociali, inviti, amicizie, richieste di raccomandazioni, intermediazioni. E questa è una delle ragioni per cui bisogna maneggiare tutto con metodo, perché si può usare una email per fare tante cose, criminali o no? Ed Epstein la usava tanto per ordinare sushi quanto ad esempio per salvare link dei suoi video porno preferiti.
Qui dunque non si parlerà della lista infinita dei nomi citati di rimbalzo dentro conversazioni tra terzi senza un contatto personale. Con Epstein, ad esempio, si è parlato di Matteo Salvini, che però viene menzionato solo indirettamente da un consulente di Epstein, Steve Bannon, come migliaia di politici e imprenditori che poco o nulla hanno a che fare con Epstein direttamente. Qui l'obiettivo è un altro, ossia capire chi siano gli italiani per i quali nei documenti emerge un plausibile canale diretto con Epstein e soprattutto perché.
Partiamo però dal chiarire una cosa essere menzionati negli Epstein Files non equivale ad accuse o responsabilità e infatti le persone menzionate non risultano indagate per i reati per cui Epstein è stato condannato o anche solo indagato. E bisogna tenere soprattutto a mente che si tratta di comunicazioni private, quindi non necessariamente la verità dei fatti e il contesto di queste comunicazioni non è sempre verificabile. Comunque, chiunque desideri fornire chiarimenti o esercitare il diritto di replica può contattare i riferimenti indicati in descrizione. Ovviamente eventuali integrazioni verranno riportate in modo assolutamente tempestivo e trasparente.
Uno degli italiani più vicini ad Epstein sembra essere un uomo di nome Tancredi Salvatore Marchiolo, di cui però fuori dagli Epstein Files si trova poco o nulla in giro. Solo che sarebbe nato nel 1985 e gestirebbe oggi due società con sede a Londra, la Harbour Avenue e la Harbour V. Secondo il fisco britannico marchigiano, oggi residente in Italia, ma non ha nessun profilo pubblico, nessun social direttamente riconducibile in generale pochissime tracce personali dentro gli Epstein Files. Il suo nome compare in oltre un migliaio di corrispondenze dirette e continuative con Jeffrey Epstein. Oltre 1600 email mostrerebbero uno scambio regolare tra i due che parlano di affari, ma non solo.
Marchiolo, ad esempio, mette in contatto Epstein con una modella russo svizzera, all'epoca ventitreenne. Anche Marchiolo è giovane perché in quel periodo di anni ne ha circa 26. Il contenuto di alcune conversazioni chiarisce ulteriormente il livello di confidenza. Nel luglio 2011 Marchiolo scrive ad Epstein dicendogli che ci sarà una festa a Saint Tropez e sarà piena di ragazze. In uno scambio del settembre 2011, Marchiolo presenta un'altra ragazza as Epstein, e quest'ultimo chiede a Marchiolo che cosa voglia che lui faccia con lei: ‘Provaci’, scrive Marchiolo. Ed Epstein risponde ‘Vuoi che me la porti a letto o solo che la torturi?’
Un termine abbastanza infelice, forse, però un'esagerazione, dato che due giorni dopo la conversazione prosegue e Marchiolo scrive di nuovo a Epstein dicendo che la ragazza gli avrebbe parlato e descritto Epstein come un una persona gentile e intelligente. Qui Marchiolo quasi cerca nuovamente di convincere l'amico a contattarla dicendo che la giovane avrebbe 'eccellenti capacità orali' facendo riferimento alla 'sesso orale'. Epstein però, dopo averla conosciuta, sembra irritato e arriva a definirla una 'ingrata che dovrebbe essere più riconoscente'. I due comunque, rimangono evidentemente amici nel corso degli anni, con numerosi scambi. Sembra una relazione personale e confidenziale.
L'impressione è che Marchiolo voglia fare quasi da spalla a Epstein. Vuole fargli conoscere nuove ragazze, soprattutto russe, ma almeno dai dati pubblicati nessun indizio di reato. Al massimo qualche riferimento esplicito e, diciamolo, di dubbio gusto.
Se di Marchiolo fuori dagli Epstein Files si sa poco o nulla della persona che vi sto per presentare si sa molto di più, a volte suo malgrado, anche più di quanto sarebbe necessario. Parlo di Lapo Elkann e. Il rampollo della famiglia Agnelli sembra non parlare mai direttamente con Epstein. Il suo nome compare però all'interno di conversazioni tra Epstein e terzi. In uno scambio del maggio 2009 una donna, ad esempio, scrive a Epstein chiedendogli di poter entrare in contatto con Lapo. Spiega di averlo conosciuto, di aver letto delle vicende che lo avevano riguardato recentemente, ma aggiunge “Mi piace ancora, è stato tanto, tanto sincero con me”. Così chiede a Epstein una maniera di contattarlo. Epstein risponde definendo Lapo un uomo brillante e molto intelligente e aggiunge che gli passerà l'email della donna.
Dalle mail successive sembra emergere che effettivamente inoltri il messaggio mettendoli in contatto. Anni dopo, in un'email del settembre 2017, Epstein torna a citare Elkann parlando con un'altra persona. Quest'ultima, scrive Epstein, di essere con un fotografo e di star facendo un servizio proprio a Lapo. Ed Epstein conferma nuovamente il rapporto con l'erede Agnelli dicendo “È amico mio”.
In una mail isolata compare anche il nome del fratello di Lapo, John Elkann, ma in questo caso non sembra che Epsteinlo conosca di persona. Nel 2015 un interlocutore sconosciuto scrive a Epstein di aver sentito parlare bene dell'allora presidente della Juventus e chiede appunto un'opinione, aggiungendo che si tratta per l'appunto del fratello di Lapo. Il riferimento è puramente informativo e non è chiaro se Epstein abbia risposto. Vale tra l'altro la pena ricordare che pochi mesi prima, nel 2014, John Elkann aveva supervisionato la fusione tra Fiat e il gruppo automobilistico statunitense Chrysler, un'operazione che lo aveva portato inevitabilmente al centro dell'attenzione internazionale e probabilmente anche quello della cerchia di amicizie di Epstein.
Si è parlato quindi di Lapo e indirettamente anche di John. Ma i rapporti tra i membri della dinastia Agnelli e Jeffrey Epstein non finiscono qui. Dai files si desume che Epstein conoscesse gli Agnelli e li considerasse un punto di riferimento dell'élite globale. Chiede informazioni su Exor, che è la holding della famiglia e quando si tratta di ristrutturare la sua villa nelle Isole Vergini statunitensi suggerisce ai suoi architetti di ispirarsi alla villa degli Agnelli, nel sud della Francia. In un altro scambio, poi, cita Gianni Agnelli definendolo “original italian, playboy, eccetera eccetera”.
Ma conoscere gli Agnelli anche una p.r. newyorkese molto amica di Epstein, Peggy Seagal, che gli racconta in dettaglio cene e incontri pubblici con alcuni di loro. Non c'è niente di compromettente. E faccio una piccola parentesi interessante perché Siegel scrive spesso a Epstein delle vere e proprie pagine di diario, anche lunghe, dei suoi viaggi, specialmente in Italia. Una volta, ad esempio, Siegel scrive a Epstein di aver trovato un posto eccezionale in Costiera Amalfitana, nell'ex villa di Zeffirelli a Positano, che secondo lei ha tanta privacy e perciò sarebbe un luogo perfetto per Epstein e le sue ospiti, ospiti tra virgolette.
Ma il vero punto di contatto tra Epstein e la galassia Agnelli ha il nome di Eduardo Umberto Teodorani Fabbri. Figlio di Maria Sole Agnelli, quindi nipote diretto da parte di zio dell'avvocato Gianni Agnelli e cugino di John Elkann. E negli scambi diretti Teodorani si rivolge curiosamente quasi sempre a Epstein con un appellativo ricorrente “Master Maestro Master”. L'aeroporto è Ciampino. “Maestro Master, vengo a prenderti alle dieci”, eccetera eccetera.
Nel flusso delle comunicazioni tra Epstein ed Eduardo Teodorani compare un elemento ricorrente, insolito, un riferimento a una bambina con belle caviglie. È uno dei passaggi più singolari della corrispondenza tra Teodorani ed Epstein. Il 1º marzo 2019, quindi pochi mesi prima che Epstein venisse arrestato e morisse in carcere, Teodorani scrive a Epstein “Maestro, aspettiamo la bambina con le belle caviglie, con un'altra buona amica di tua scelta” e poi gli dà indicazioni sull'hotel dove festeggeranno quella sera a New York.
Ora noi non sappiamo chi sia concretamente quella bella bambina, o meglio la bambina con le belle caviglie che sembra piacere a Teodorani ed è probabile che quella bambina sia semplicemente un epiteto con vezzeggiativo piuttosto che una descrizione sull'età della ragazza.
Nelle conversazioni tra Epstein e Teodorani figura anche un nome conosciuto, quello dell'attrice Pilar Fogliati. Sfogliati in uno scambio, Teodorani scrive a Epstein di dover posticipare il loro incontro al giorno successivo per problemi familiari. Però specifica “Master Maestro, di nuovo controlla questa ragazza che voglio presentarti, Pilar Fogliati”. Ai tempi era un volto stabile della sitcom Un passo dal cielo e un'attrice emergente. I documenti non chiariscono se l'incontro sia mai avvenuto, anzi, è probabile che i due non si siano mai realmente frequentati. Il nome compare una sola volta, quindi è senza sviluppi successivi.
Diverso invece è il caso di Chiara Bacchetti, modella e attrice italiana già abbastanza affermata ai tempi a 28 anni ed Epstein sembra stregato dal suo fascino romagnolo. Chiede a più persone di fargliela conoscere e in un breve lasso di tempo, il 23 giugno 2015, Epstein chiede a Edoardo Teodorani di nuovo se lui la conosca. “Non ancora” risponde Teodorani. Nello stesso giorno la stessa domanda viene rivolta da Epstein a un altro conoscente italiano, Ugo Brachetti Peretti, presidente del gruppo petrolifero A.P.. Anche qui la risposta purtroppo è negativa, ma Brachetti si dice disponibile ad attivarsi.
La sera dello stesso giorno Epstein chiede a un terzo interlocutore se sia possibile invitare quella Chiara a cena a Parigicon lui e nientemeno che Woody Allen. Qualcosa sembra muoversi, però solo il giorno successivo e arriva un primo aggiornamento che era letto il messaggio, ma non ha risposto. Il 15 aprile Epstein, arrivato a Parigi, chiede nuovamente se vi siano sviluppi. Gli viene riferito che al numero risponde la segreteria telefonica. Epstein insiste, chiede di contattare la sua agenzia Pop Models e di raggiungere il suo agente.
L'agente dichiara. Nella notte invia un altro messaggio con i dettagli della sua partenza dalla città francese, aggiungendo “Mandate i dettagli alla mia Chiara”. Poche ore dopo arriva un nuovo aggiornamento. Qualcuno è riuscito a parlare con lei. Chiara non è sicura, ma proverà ad incontrare Epstein. Epstein insiste allora che sia lei a richiamarlo direttamente. Dopo questo scambio c'è un vuoto di un anno.
Il nome della donna riappare solo il 19 marzo 2016, quando Epstein torna a scriverle con un messaggio breve: “Mi chiedo se tu sia diventata più coraggiosa”. Non è chiaro a cosa si riferisse e i contatti tra i due di fatto si interrompono per sempre.
Insomma, dalle comunicazioni pubbliche che abbiamo analizzato finora non sembrano emergere, per le persone citate, comportamenti penalmente rilevanti. Ma alla luce dell'importanza e dell'impatto globale degli Epstein Files, resta legittimo e secondo me giornalisticamente rilevante ricostruire chi fossero i contatti italiani di Epstein e quali ambienti frequentasse Epstein.
La mole di documenti, non ve lo nascondo, è enorme, dispersa, spesso classificata in maniera caotica e bizantina, senza un vero ordine logico. Quindi seguire tutte le tracce richiede tempo e anche spazio e per questo è probabile che questa analisi continui nei prossimi giorni o comunque a breve e quindi potrebbe uscire un secondo video.
Comunque, se volete approfondire in maniera autonoma gli sviluppi, vi consiglio di consultare l'archivio ufficiale del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti in descrizione. In rete si trovano, per la verità, anche molte teorie del complotto. Tesi tirate per i capelli, ma per conto mio vi vorrei segnalare anche una comunità online su Reddit che sta lavorando in maniera volontaria per chiarire la presenza italiana nei file".
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia