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Epstein, chi era il finanziere condannato per abusi su minori: le origini ebree ashkenazite, i rapporti coi sionisti Maxwell e Dershowitz, la rete del Mossad

Chi era Jeffrey Epstein? Dalla breve esperienza come insegnante di matematica, al successo come consulente finanziario che gli ha permesso di conoscere personalità di spicco e fare affari con politici internazionali. Epstein era ebreo e sionista, proprio come la famiglia da cui proviene la compagna Maxwell; e con loro i più potenti personaggi che ruotano attorno all'establishment trumpiano

09 Febbraio 2026

Epstein, chi era il finanziere condannato per abusi su minori: le origini ebree ashkenazite, i rapporti coi sionisti Maxwell e Dershowitz, la rete del Mossad

C'è una sottile e invisibile corda che sembrerebbe legare assieme gli "Stati Uniti" di Jeffrey Epstein e dei politici che gli gravitavano intorno, attratti da festini privati e favori sessuali di minorenni, con Israele. A dirlo non sono solo le evidenze emerse da moltissimi documenti de secretati dal Dipartimento di Giustizia Usa, ma i fatti: Jeffrey Epstein, nato il 20 gennaio 1953, aveva origini ebraico-ashkenazite e nel corso della sua vita aveva intrecciato rapporti con alcune delle figure più controverse degli ambienti filo-israelianisionisti, a partire dal padre della sua futura compagna, Robert Maxwell - anche lui ebreo -, e proseguendo con l'avvocato Alan Dershowitz, l'ex premier Ehud Barak nonché Les Wexner. Con le ultime 3000 pagine degli Epstein files rilasciate dal Dipartimento statunitense di Giustizia, molti dei rapporti che Jeffrey intratteneva con personaggi noti sono stati svelati, mostrando dunque la fitta rete di controllo e potere che governa gli Stati e la popolazione mondiale. Ma chi era esattamente Jeffrey Epstein?

Epstein, chi era il finanziere condannato per abusi su minori: le origini ebree ashkenazite, i rapporti coi sionisti Maxwell e Dershowitz, la rete del Mossad

Jeffrey Edward Epstein nasceva nel 1953 a Brooklyn (New York) da genitori ebrei, ovvero ebrei ashkenaziti come suggerisce il cognome che deriva dalla cittadina tedesca di Eppstein, situata nell'Assia, nei pressi di Francoforte sul Meno. Le famiglie ebree ashkenazite erano solite infatti adottare cognomi basati su toponimi e luoghi geografici. Epstein, secondo i registri, sarebbe cresciuto a Sea Gate, una comunità la cui presenza ebraica è viva da oltre 100 anni. La sua casa di famiglia inoltre si collocava dalla parte opposta della strada rispetto alla più grande sinagoga del quartiere, Keneses Israel. Quello stesso quartiere risulta oggi la sede di una folta comunità di ebrei ortodossi, inclusi Satmar Hasidim e Chabad Lubavitch, quest'ultima una delle sette sioniste più potenti al mondo.

Epstein frequentò la Lafeyette High School dove ottenne il diploma a soli 16 anni, per poi, dopo qualche esperienza di studio alla Cooper Union, non decise di frequentare la New York University - Courant Institute of Mathematical Sciences ritirandosi però senza laurea. Pur privo dei requisiti necessari, Epstein insegnò per un breve periodo matematica e fisica, prima di iniziare la carriera da finanziere presso la Bear Stearns, una banca di investimento Usa newyorkese. Questo ha costituito il campo di prova delle abilità di Epstein che entrò in contatto con clienti facoltosi e uomini d'affari di spessore. Conoscenze poi consolidate durante il suo lavoro come consulente finanziario presso l'Intercontinental Assets Group Inc., società da lui stesso fondata. È così che Jeffrey Epstein ha costruito la propria ascesa, tra gli anni Ottanta e Novanta, muovendosi tra finanza, filantropia e relazioni torbide con élite politiche, accademiche ed economiche. La sua traiettoria non è mai stata del tutto chiara, soprattutto per l’assenza di un vero curriculum nel mondo bancario prima dell’improvvisa accumulazione di immense ricchezze

È comprovato che tra i clienti di Epstein, in questa fase di successo, vi fu Adnan Khashoggi, imprenditore saudita, uno degli uomini più ricchi del mondo e trafficante di armi Usa da Israele all'Iran durante la guerra Iran-Iraq negli anni Ottanta. Da qui la carriera di Epstein, segnata da schemi truffaldini verso i clienti, prese il via: prima l'assunzione come consulente alla Tower Financial Corporation, poi la fondazione della società J. Epstein & Company dove conoscerà il cliente miliardario sionista Leslie Wexner, CEO di Victoria's Secret nonché sostenitore di Israele attraverso la Wexner Foundation. Proprio di questa fondazione - struttura impegnata nel finanziamento di programmi educativi e di leadership con un forte orientamento verso Israele e la sua politica sionista - Epstein divenne presidente nel 1995 (senza contare le numerose partecipazioni del finanziere alle sfilate di moda del brand Victoria's Secret).

Poi il tentativo di comprare - o meglio, spartirsi - la rivista New York con altri investitori, finché nel 2015 non emerse la notizia secondo cui Epstein avrebbe investito nella startup "Carbyne" collegata all'industria della difesa israeliana e soprattutto finanziata dall'ex premier Ehud Barak, al tempo capo delle IDF sotto il cui mandato alcuni documenti affermano che l'ex finanziere sia stato cooptato come agente del Mossad. Epstein ospitò diverse volte Barak nella sua casa e molte fonti concordano nel dire che l'ex finanziere avesse le mani in pasta nel settore della difesa israeliano. L'ex finanziere fu un facilitatore di relazioni tra ambienti politici, universitari e imprenditoriali e il suo ruolo è stato essenziale per lo sviluppo del progetto "The Greater Israel".

I rapporti fra Jeffrey Epstein e gli ambienti ebraico-sionisti affiorano però in buona parte dei documenti presentati dal DOJ. Fonti che suggeriscono i legami tra l'ex finanziere e il sionista Alan Dershowitz, peraltro avvocato di Trump nonché professore di legge ad Harvard, Università da cui usciva Jared Kushner, il genero ebreo del tycoon "mente" delle politiche Usa filo-israeliane. Ma ciò che colpisce è come il padre di Ghislaine Maxwell, il magnate dei media Robert, fosse non solo ebreo (nato Jan Ludvik Hoch nella Cecoslovacchia occupata da Hitler) ma profondamente coinvolto in una rete di connessioni con governisette politicheservizi segreti. Al netto della sua fortuna nell'editoria, nell'imprenditoria e nella politica britannica, Robert Maxwell avrebbe non solo conosciuto figure come Gorbaciov ma sarebbe stato una spia del Mossad.

Maxwell sfruttò la sua influenza per fornire armi ad Israele durante la prima guerra arabo-israeliana. Anche lui, come Epstein, morì in circostanze mai del tutto chiarite; certo è che la figlia Ghislaine ereditò dal padre il vantaggio di relazioni privilegiate coi potenti: in particolare, con Bill e Hillary Clinton, entrambi comparsi nell'enorme quantità di file collegati ad Epstein. La famiglia Maxwell è coinvolta negli affari della Casa Bianca: non solo Hillary Clinton, ma anche Barack Obama ha avuto a che fare con la famiglia, in particolare con il figlio di Christine Maxwell, Xavier Malina. Epstein si inserì in un contesto familiare non solo ebreo e sionista, ma che aveva contatti diretti e capillari con la politica statunitense ed internazionale. Non colpisce che molti documenti insinuino che, con Steve Bannon, Epstein fosse interessato a rimodellare la politica dell'Occidente, inclusa probabilmente quella russa, con cui sperava di fare "affari" di varia natura.

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