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Epstein Files, coinvolto anche il conte Eduardo Teodorani Fabbri, figlio di Maria Sole Agnelli. Nei messaggi, il rampollo racconta anche di un principe italiano che è “un collezionista di fighe”

Il nome di Teodorani ricorre 1.251 volte negli Epstein Files, il database di 3 milioni e mezzo di pagine di documenti sul pedofilo messi in rete dal dipartimento della Giustizia Usa

07 Febbraio 2026

Eduardo Teodorani Fabbri

Eduardo Teodorani Fabbri

Maria Sole Agnelli, la sorella dell’Avvocato morta centenaria il 26 dicembre, si è risparmiata le conversazioni del figlio Eduardo Teodorani Fabbri con Jeffrey Epstein. “Master we wait the good ankle bambina with another good friend of your choice!!! Peninsula will be our party HQ tonight!”. “Maestro (ma anche Padrone, ndr) noi aspettiamo la bambina dalle belle caviglie con un’altra buona amica a tua scelta!!! Stanotte Peninsula (l’hotel di New York, ndr) sarà il quartier generale della nostra festa!”. Così scriveva il 1 marzo 2019 il conte italiano Eduardo Teodorani Fabbri, figlio del secondo matrimonio di Maria Sole Agnelli, la sorella dell’Avvocato morta centenaria il 26 dicembre, e cugino dei fratelli Elkann, John, Lapo e Ginevra. Le conversazioni tra Teodorani Fabbri e Epstein avvenivano quando il finanziere americano era già stato condannato in Florida per adescamento e per induzione alla prostituzione di dozzine di minorenni. Di lì a poco, il 6 luglio seguente, Epstein sarebbe stato arrestato di nuovo con l’accusa di traffico di minori e sarebbe morto suicida a New York nella notte del 10 agosto 2019. Il nome di Teodorani ricorre 1.251 volte negli Epstein Files, il database di 3 milioni e mezzo di pagine di documenti sul pedofilo messi in rete dal dipartimento della Giustizia Usa. Tra Teodorani Fabbri ed Epstein la frequentazione, ed evidentemente l’amicizia, è durata almeno un decennio, scartabellando i Files resi pubblici delle autorità statunitensi. Le conversazioni tra loro erano incentrate su feste e cene tra New York, Los Angeles, Roma, Parigi, Londra, i Caraibi e la Costa Azzurra; investimenti immobiliari, con Teodorani che si faceva in quattro per fornire a Epstein le anticipazioni su edifici di lusso messi in vendita fuori mercato da importanti famiglie italiane; aerei privati e auto a noleggio che i due si offrivano a vicenda. Richieste di contatti nel giro di finanzieri e imprenditori. E donne, tante donne, delle quali mandarsi precisi riferimenti come foto, descrizione, status sociale. Poche famose, tra queste un’attrice italiana, la maggior parte “amiche” indicate solo per nome. «Jeffrey si chiede se vuoi andare a mangiare il pesce con lui in quel posto sul mare a Roma”, e quale mai sarà? Romolo al porto? Saporetti a Sabaudia? Ma poi Epstein domanda: “ma si scrive Teodorani o Tedodorani?”. “Tedodorani è qui al ranch con me”, scrive Epstein a Lord Mandelson, ex ambasciatore inglese negli Usa, “principe delle tenebre” secondo classico soprannome, altro caduto in disgrazia per colpa di Epstein. Teodorani o Tedodorani a Epstein (questo è un sms): “Maestro, non è che mi presteresti l’aereo se per caso è parcheggiato a New York, per andare nell’isola di Santa Lucia? O altrimenti potrei pagare solo il prezzo di costo”. Quello, scaltro, risponde: “ah, se me l’avessi detto stamattina! L’aereo è appena arrivato a Palm Beach!”. Come no. A Tedodorani, che te serve! Altro sms, più inquietante, “Maestro, aspettiamo la bambina – in italiano nel testo – dalle belle caviglie”, e poi aggiunge molti contatti di personaggioni romani, per “fargli avere a good time in Rome”. Lo chiama sempre “master”, “maestro”, o anche padrone. Teodorani a Epstein, primo ottobre 2011: “Domani pranzo con il mio amico Mark Getty pieno di figa”. Il 9 agosto 2012 Lesley Groff, l’assistente esecutiva di Epstein sospettata di aver collaborato ai suoi traffici sessuali, gli scrive “È successo qualcosa di particolare con Eduardo Teodorani e la visita al ranch?”. Lo Zorro Ranch è una vasta tenuta posseduta da Epstein dagli anni 90 fino alla sua morte, con una villa in cima a una collina e una pista aerea privata a circa 56 chilometri a sud di Santa Fe, capitale del New Mexico. Il 24 dicembre 2012 Epstein scrive a Teodorani “Vieni nei Caraibi? Nelle Isole Vergini statunitensi Epstein possedeva Little Saint James, detta “Epstein Island”, che sarebbe stata il principale teatro delle attività di prostituzione e traffico sessuale organizzate dal milionario americano. “Fino a quando ci resti?”, gli risponde il nobile italiano. “8”, replica Epstein. “Ok ti faccio sapere”, conclude Teodorani. Il 25 marzo 2013 Epstein a Teodorani: “Stanotte?”, Teodorani: “Vengo verso la fine della settimana, sempre impegnato a Londra con una grossa acquisizione”, Epstein: “Ok Margueritte, Erika?”, Teodorani “Cerco di venire venerdì”. 17 ottobre 2013, Epstein a Teodorani: “Un’amica davvero molto bella verrà a Londra martedì. Ci sei?”, Teodorani: “Sì dille di chiamarmi”. Il 18 ottobre 2013 la segretaria di Teodorani in Cnh scrive alla Groff, la segretaria di Epstein: “Il signor Teodorani vorrebbe sapere se può incontrarsi con il Sultano a Dubai”. Tra il 2013 e il 2015 i contatti sono radi ma a partire dal 2018 il rapporto si intensifica. A giugno 2018 l’imprenditore avvisa Epstein che sua moglie Davina de Forest sta male per un’intossicazione alimentare, e l’ex affarista pedofilo sembra preoccuparsi. Durante quella estate, poi, Teodorani lo informa di non poterlo incontrare perché è impegnato a Torino in family meetings in vista di grandi cambiamenti. Il 5 agosto 2018 gli manda un articolo dall’Huffington Post, nel quale si analizza il “grande piano per l’Europa” di Steve Bannon che comprende l’intenzione di creare una fondazione a Bruxelles per sostenere un’organizzazione chiamata The Movement in grado di supportare i partiti populisti di destra, registrando lo scetticismo per l’approccio fortemente yankee dell’allora consigliere di Donald Trump da parte di alcuni protagonisti di questa “ondata”, nonché le esitazioni da parte di tutta la galassia delle “destre alternative” europee di conglomerarsi in unico blocco sotto l’egida di Marine Le Pen. Di fronte al poco interesse suscitato in Epstein, Teodorani passa a un argomento più interessante, la pussy: «Sono a Gstaad, poi in Toscana, e spero che tu possa trovare una figa interessante più della F1. Anche a Milano la figa è interessante». Ecco qualcosa che attira l’attenzione di Epstein, il quale risponde laconico “Nice“. Tra fine 2018 e inizio 2019 Eduardo, sempre chiamandolo Master, parla della bambina “dalle belle caviglie”, che è attesa “con un’altra cara amica di tua scelta” nel “quartiere generale” della Peninsula. Epstein gli risponde solo con un link a una lettera dei suoi avvocati pubblicata sul “New York Times”, che replica a un editoriale dello stesso giornale nel quale si criticava un accordo giudiziario raggiunto da Epstein nel 2007, affermando che al loro cliente era stato consentito di patteggiare perché alla fine non c’erano prove che egli avesse organizzato “operazioni internazionale di traffico sessuale” né “feste a sfondo sessuale” nella sua dimora, e che, in generale, “il numero di giovani donne coinvolte nell’indagine” fosse stato “ampiamente esagerato“. Teodorani non risponde, ma dopo qualche settimana invita il Master a visitare il Posta Vecchia, villa sul litorale laziale appartenuta ai Getty, offrendogli tutta l’assistenza possibile in materia di security e fornendogli i contatti di tre “personaggioni romani” che potranno assisterlo nella Capitale: Ugo Brachetti Peretti, il principe Fabio Borghese e Paolo Barletta, imprenditore “attivo nel settore dell’hospitality di lusso”. Di Andrea Cianferoni

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