06 Febbraio 2026
Giuseppe Conte e Donald Trump, fonte: imagoeconomica
Negli Epstein files compare anche il nome di Giuseppe Conte. L'ex premier italiano è più volte citato da Steve Bannon, ideologo di Trump. Si parla del 2018, e all'epoca l'intenzione di Bannon era quello di costruire una "rete sovranista europea" che avrebbe dovuto avere il centro in Italia, nell'abbazia di Trisulti, e la nascita del governo giallo-verde era un primo, fondamentale, tassello.
In una mail del 10 giugno 2018 inviata da Steve Bannon alle 12:23 a jeevacation@..., uno degli indirizzi email di Jeffrey Edward Epstein, si legge l'oggetto "Trump promises to host italian prime minister Giuseppe Conte at White House to honor him" (tradotto: "Trump promette di ospitare alla Casa bianca il primo ministro Giuseppe Conte per rendergli onore"). E nel testo Bannon scrive: "It begins" (traduzione "Si parte").
Lo stesso giorno Bannon riscrive a Epstein alle ore 12.35 nella catena della precedente email: "Putin in Vienna. Your Guy setting up and hosting", tradotto "Putin è a Vienna, il tuo tipo sta organizzando l'ospitalità". Epstein stavolta risponde: "Good work", vale a dire "ottimo lavoro".
Passa qualche mese e precisamente il primo agosto 2018 alle 13.34 il contabile di Jeffrey Epstein incaricato dei pagamenti, Richard Khan, invia ad Epstein una email avente ad oggetto: "Trump urges attorney general sessions to stop Mueller probe 'right now'", tradotto "Trump esorta il procuratore generale Sessions a fermare immediatamente l'indagine di Mueller". Nel testo il relativo articolo in cui viene citato nuovamente Conte, nella didascalia: "President Donald Trump speaks during a joint news conference with Italy's Prime Minister Giuseppe Conte in the East Room of the White House in Washington - July 30, 2018", tradotto "Il presidente Trump parla durante una conferenza congiunta con il primo ministro italiano Giuseppe Conte nella stanza est della Casa Bianca a Washington", datato 30 luglio 2018 articolo.
Il riferimento era alla prima visita ufficiale di Conte alla Casa Bianca e all'inchiesta guidata dal procuratore speciale Robert Mueller conosciuta come "Russiagate" e conclusasi nel marzo 2019 dopo due anni di indagini.
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