06 Febbraio 2026
Sudan, fonte: X @Janegeland
Almeno 22 persone uccise, tra cui il direttore della struttura ospedaliera e tre membri del personale medico. È questo il tragico bilancio di morti seguito all'ennesimo crimine di guerra in Sudan da parte dei paramilitari delle RSF che ieri, 5 Febbraio, hanno bombardato un ospedale militare nello stato del Sud Kurdufān.
Secondo quanto riferito dal Sudan Doctors Network, droni delle RSF (Rapid Support Forces) hanno preso di mira e colpito l'ospedale militare di Al-Kuweik, nello stato del Kurdufān meridionale, dove continua il violento conflitto tra i paramilitari e l'esercito regolare sudanese (SAF). Il raid, secondo quanto riferito, ha provocato la morte di almeno 22 persone, inclusi quattro operatori sanitari e il direttore medico della struttura, controllata dalle SAF. Si tratta dell'ennesimo crimine di guerra causato dai paramilitari guidati da Mohamed Hamdan Dagalo, accusati di sistematiche atrocità sui civili e bombardamenti mirati contro infrastrutture mediche. Un attacco gravissimo, che fa tornare alla mente la brutale incursione avvenuta presso il Saudi Maternity Hospital di Al-Fashir che, nell'ottobre del 2025, ha causato la morte di centinaia di persone.
Le atrocità compiute dagli eserciti contro donne, uomini, anziani e bambini, agiscono anche trasversalmente con la mancanza di cibo presso le comunità. Secondo quanto denunciato da numerose organizzazioni tra cui l'Integrated Food Security Phase Classification (IPC) la malnutrizione si sta a tal punto acutizzando da raggiungere livelli di carestia anche in altre due aree contese del Darfur: Um Baru e Kernoi. Non si tratta di classificazioni formali della carestia, ma di allarmi lanciati sulla base di dati significativi: ad Um Baru, secondo le informazioni reperibili, circa il 53% dei bambini al di sotto dei cinque anni soffre di acuta malnutrizione. A Kernoi la situazione non è migliore: la malnutrizione lì ha colpito circa un terzo dei bambini.
Dati che si sommano ad allarmi precedentemente lanciati per le città di Al-Fashir, caduta dopo mesi di assedio, e Kadugli, capitale del Kurdufān meridionale. Migliaia di sfollati da Al-Fashir hanno riparato ad Um Baru e Kernoi, dove ora però la malnutrizione è in peggioramento. "Questi tassi allarmanti suggeriscono un aumento del rischio di mortalità in eccesso e sollevano la preoccupazione che le aree vicine possano sperimentare condizioni catastrofiche simili" è la denuncia dell'IPC. Mentre, intanto, dietro segnalazione Onu, si apprende che un alto leader militare del Sud Sudan avrebbe esortato i suoi uomini a "non risparmiare nessuno", inclusi "civili, bambini e anziani".
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia