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Gaza, coloni israeliani marciano verso la Striscia:"Vogliamo nuovi insediamenti", sionista Weiss: "È finita la storia dei palestinesi"

La leader del movimento dei coloni Daniella Weiss ha dichiarato “Gaza appartiene al popolo di Israele, Gaza deve essere cancellata affinché i coloni possano vedere il mare. Non rimangano case né arabi"

06 Febbraio 2026

Gaza, coloni israeliani marciano verso la Striscia:"Vogliamo nuovi insediamenti", sionista Weiss: "È finita la storia dei palestinesi"

Weiss e Gaza distrutta, fonte: X @alemahood3

Mentre Gaza è devastata dal genocidio, da distruzioni sistematiche, da continui raid israeliani nonostante il cessate il fuoco e da una crisi umanitaria senza precedenti, centinaia di coloni israeliani hanno marciato verso la Striscia con bambini al seguito, chiedendo e pretendendo nuovi insediamenti e l’occupazione permanente del territorio palestinese. Un’iniziativa che arriva in un momento di estrema sofferenza per i gazawi e per coloro che vivono in Cisgiordania occupata e che evidenzia ancora di più lo spettro di una colonizzazione sulle rovine di una società già annientata.

Gaza, coloni israeliani marciano verso la Striscia: "Vogliamo nuovi insediamenti", sionista Weiss: "È finita la storia dei palestinesi"

Circa 1.500 coloni si sono radunati lungo il confine con Gaza e hanno marciato verso la Striscia portando bandiere israeliane e bambini, in quella che gli organizzatori hanno definito una dimostrazione a favore della costruzione di insediamenti illegali e di una presenza permanente israeliana. Una scena che si è svolta mentre milioni di palestinesi continuano a vivere senza accesso adeguato a cibo, acqua, cure mediche e ripari, dopo mesi di bombardamenti e assedio. La leader del movimento dei coloni Daniella Weiss ha dichiarato Gaza appartiene al popolo di Israele”, aggiungendo che l’obiettivo della marcia era rilanciare l’idea di colonizzare l’enclave palestinese. In un video ha affermato anche “La storia dei palestinesi è finita. Sono ancora lì, ma non è lontano il giorno in cui se ne andranno”, parole che incarnano una visione apertamente negazionista dei diritti e dell’esistenza stessa del popolo palestinese.

Alla mobilitazione ha partecipato anche la parlamentare di estrema destra Limor Son Har-Melech, sostenitrice dell’occupazione di Gaza e della ricostruzione degli insediamenti smantellati nel 2005. Gli organizzatori hanno parlato di famiglie di riservisti e di persone colpite dalla guerra presenti alla marcia, ma la protesta ha assunto soprattutto il volto di una rivendicazione territoriale su una popolazione già sotto assedio. La manifestazione si inserisce in un contesto più ampio di espropriazioni, demolizioni e violenze contro le comunità palestinesi nei territori occupati, dove la vita quotidiana è segnata da attacchi dei coloni, restrizioni alla libertà di movimento e condizioni economiche e sanitarie sempre più drammatiche. Gli insediamenti israeliani sono illegali secondo il diritto internazionale, eppure continuano ad espandersi, restringendo ulteriormente lo spazio vitale dei palestinesi.

La marcia verso Gaza è avvenuta mentre Israele continua a violare il cessate il fuoco entrato in vigore in ottobre, con uccisioni di civili e ostacoli sistematici all’ingresso degli aiuti umanitari. In questo scenario, l’avanzata simbolica dei coloni verso una Striscia in macerie rappresenta per molti palestinesi non solo una provocazione, ma l’ennesima minaccia alla loro sopravvivenza, alla loro terra e al loro diritto di esistere.

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