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Siria, accordo tra Chevron, Power e Syrian Petroleum per esplorazione offshore in acque territoriali, Kabalawi: “Perforazioni prima dell’estate”

L’accordo mira a rafforzare le partnership strategiche nel settore energetico e riguarderà la cooperazione nell’esplorazione offshore e nello sviluppo delle risorse di petrolio e gas nelle acque territoriali siriane, oltre a iniziative più ampie per sostenere gli investimenti e lo sviluppo del settore energetico

06 Febbraio 2026

Siria, accordo tra Chevron, Power e Syrian Petroleum per esplorazione offshore in acque territoriali, Kabalawi: “Perforazioni prima dell’estate”

Fonte: AP

La Siria apre ufficialmente all’esplorazione energetica offshore con la firma, a Damasco, di un accordo tra la Syrian Petroleum Company, la statunitense Chevron e la Power International Holding del Qatar, alla presenza dell’inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria, Tom Barrack. L’intesa riguarda l’esplorazione e lo sviluppo delle risorse di petrolio e gas nelle acque territoriali siriane e rappresenta un primo passo strategico per il rilancio del settore energetico del Paese. Secondo l’amministratore delegato della Syrian Petroleum Company, Youssef Kabalawi, “Perforazioni prima dell’estate”.

Tuttavia, secondo rumors raccolti dal Giornale d'Italia, questo accordo potrebbe rientrare nella strategia di Trump di accaparrarsi petrolio, gas e giacimenti vari, oltre a terre rare, come fatto con il Venezuela, Gaza Marine e con il tentativo per la Groenlandia.

Siria, accordo tra Chevron, Power e Syrian Petroleum per esplorazione offshore in acque territoriali, Kabalawi: “Perforazioni prima dell’estate”

La Syrian Petroleum Company ha firmato un accordo con il colosso energetico statunitense Chevron e con la Power International Holding, con sede in Qatar, a Damasco, alla presenza dell’inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria, Tom Barrack. L’agenzia di stampa statale siriana SANA ha riferito che l’accordo mira a rafforzare le partnership strategiche nel settore energetico e riguarderà la cooperazione nell’esplorazione offshore e nello sviluppo delle risorse di petrolio e gas nelle acque territoriali siriane, oltre a iniziative più ampie per sostenere gli investimenti e lo sviluppo del settore energetico.

L’intesa segna il primo passo formale della Siria verso l’esplorazione energetica offshore, in una fase in cui il governo punta ad ampliare la produzione di idrocarburi e ad attrarre partner stranieri dopo anni di isolamento e conflitto. Youssef Kabalawi, amministratore delegato della Syrian Petroleum Company, ha definito l’accordo come “il più importante” nella storia dell’esplorazione energetica offshore del Paese.

Prima dell’estate, se Dio vuole, inizieremo le operazioni di mobilitazione e perforazione”, ha dichiarato Kabalawi, precisando che potrebbero essere necessari fino a quattro anni per raggiungere le riserve di gas. Tempistiche che riflettono la complessità tecnica dell’operazione, ma anche l’ambizione delle autorità siriane di rimettere in moto un comparto strategico.

I settori petrolifero e del gas della Siria sono stati duramente colpiti da quasi 15 anni di conflitto, che ha causato mezzo milione di morti e una distruzione diffusa. Prima dello scoppio della guerra civile, iniziata nel marzo 2011 con la rivolta contro il governo dell’allora presidente Bashar Assad, il petrolio rappresentava uno dei pilastri dell’economia nazionale: la produzione si attestava intorno ai 380.000 barili al giorno e le esportazioni, dirette in gran parte verso l’Europa, avevano generato oltre 3 miliardi di dollari nel solo 2010, garantendo circa un quarto delle entrate del bilancio statale.

Il mese scorso, le forze governative siriane hanno riconquistato ampie aree del nord-est e della Siria orientale, regioni ricche di giacimenti petroliferi, sottraendole a combattenti guidati dai curdi. Un’operazione che potrebbe aprire la strada alla ripresa dell’esplorazione e dellozzi di alcuni dei maggiori campi petroliferi del Paese. In questo contesto, le nuove autorità siriane, salite al potere dopo la rimozione di Assad nel dicembre 2024, stanno cercando di rilanciare l’economia e di riattivare i canali di cooperazione internazionale, puntando proprio sull’energia come leva strategica per la ricostruzione.

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