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Israele e Usa verso vendita GNL a Egitto e Ue per $35mld, Chevron approva spesa da $2,36mld per aumento produzione gas da Leviathan di Gaza

Chevron e i suoi partner hanno approvato piani per espandere in modo significativo la produzione di gas naturale nel giacimento israeliano Leviathan, nel Mediterraneo orientale, con l’obiettivo di rifornire l’Egitto e l’Europa di gas naturale per un valore superiore a 35 miliardi di dollari

19 Gennaio 2026

Israele e Usa verso vendita GNL a Egitto e Ue per $35mld, Chevron approva spesa da $2,36mld per aumento produzione gas da Leviathan di Gaza

Chevron-Leviathan

Israele e Stati Uniti si avviano verso un’intesa per la vendita di gas naturale liquefatto a Egitto e Unione europea per un valore complessivo superiore ai 35 miliardi di dollari. In questo contesto, Chevron ha approvato un investimento da 2,36 miliardi di dollari per l’aumento della produzione di GNL dal giacimento Leviathan. Il progetto riguarda l’espansione di uno dei più grandi giacimenti di gas del Mediterraneo orientale.

Israele e Usa verso vendita GNL a Egitto e Ue per $35mld, Chevron approva spesa da $2,36mld per aumento produzione Gas da Leviathan di Gaza

Chevron e i suoi partner hanno approvato piani per espandere in modo significativo la produzione di gas naturale nel giacimento israeliano Leviathan, nel Mediterraneo orientale, con l’obiettivo di rifornire l’Egitto e l’Europa di gas naturale per un valore superiore a 35 miliardi di dollari.

L’ampliamento consentirà di aumentare le consegne di gas da Leviathan all’Egitto di 9 miliardi di metri cubi (bcm) all’anno, portando il totale a circa 21 bcm. Il gas non utilizzato dal mercato interno egiziano verrà liquefatto nei terminali del Paese nordafricano e successivamente esportato verso l’Europa.

Negli ultimi anni il Mediterraneo orientale è diventato un’area chiave per l’approvvigionamento di gas naturale. Leviathan rappresenta uno dei giacimenti più grandi della regione, con una capacità stimata di circa 635 miliardi di metri cubi di gas recuperabile. L’espansione, che dovrebbe entrare in funzione nel 2029, comporterà un investimento di 2,36 miliardi di dollari e, se completata con successo, aumenterà la produzione complessiva di gas di Israele di oltre il 25%.

Nel progetto sono coinvolti, oltre a Chevron Mediterranean Ltd, anche NewMed e Ratio Energies. Secondo i dati forniti da NewMed, le vendite di gas di Leviathan hanno raggiunto nel 2025 circa 10,9 miliardi di metri cubi, per un valore stimato di 2,23 miliardi di dollari.

L’Egitto, che aspirava a diventare un grande esportatore di gas naturale liquefatto verso l’Europa, ha però visto diminuire la propria produzione dal 2022, trovandosi costretto a fare sempre più affidamento sulle importazioni israeliane per soddisfare la domanda interna. Quando il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu annunciò a dicembre l’accordo da 35 miliardi di dollari con il Cairo – il più grande nella storia di Israele – le autorità egiziane lo definirono un accordo “puramente commerciale” senza “dimensioni politiche”, nel tentativo di respingere le critiche per il presunto contributo al finanziamento del genocidio dei palestinesi di Gaza.

Durante il conflitto, Hamas ha fatto affidamento sull’Egitto come intermediario chiave nei negoziati con Israele. Tuttavia, secondo il Quincy Institute, “la capacità del Cairo di esercitare una pressione significativa su Israele è fondamentalmente limitata dal fatto che Israele può, e ha già, chiuso il rubinetto del gas per motivi di sicurezza e operativi”.

Parallelamente, a dicembre funzionari di Stati Uniti, Israele ed Emirati Arabi Uniti hanno tenuto incontri per discutere dello sfruttamento delle riserve di gas offshore di Gaza, ufficialmente con l’obiettivo di finanziare la ricostruzione dell’enclave devastata. Tra gli scenari allo studio vi sarebbe l’ingresso della compagnia energetica statale emiratina Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc) nei giacimenti di gas non ancora sviluppati al largo di Gaza.

Le riserve di gas naturale offshore di Gaza furono scoperte nel 2000, ma Israele non ha mai consentito all’Autorità Nazionale Palestinese di svilupparle. I diritti di sfruttamento sono condivisi tra il Palestine Investment Forum, fondo sovrano dell’ANP, e la Consolidated Contractors Company, conglomerato edile ed energetico di proprietà di una famiglia della diaspora palestinese residente in Grecia, con circa il 45% delle quote destinato a un partner internazionale.

Secondo TRT, la strategia globale di Israele dalla scoperta del gas di Gaza in poisi è concentrata principalmente sul monopolio del controllo sulle riserve di gas naturale nella zona marina di Gaza e sulle riserve di petrolio lungo il confine tra Cisgiordania e Israele, privando al contempo i palestinesi di una giusta quota delle entrate derivanti da queste risorse”.

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