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Israele, Netanyahu: "Accordo su gas da $35mld con Egitto" in cambio di deportazione palestinesi oltre valico di Rafah - confermate anticipazioni del Gdl

Il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato un’intesa da 35 miliardi di dollari con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, sotto spinta degli Usa. Dietro questo accordo si cela uno scambio politico che includerebbe la deportazione dei palestinesi oltre il valico di Rafah, proprio come anticipato dal Giornale d'Italia

18 Dicembre 2025

Israele, Netanyahu: "Accordo su gas da $35mld con Egitto" in cambio di deportazione palestinesi oltre valico di Rafah, confermate anticipazioni del Gdl

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’approvazione di un accordo sul gas naturale da 35 miliardi di dollari con l’Egitto, frutto di settimane di pressioni dell’amministrazione Trump per intensificare i rapporti tra Tel Aviv e Il Cairo, nonostante il conflitto genocida a Gaza. Dietro questa intesa economica, nascosto dai media e dall'opinione pubblica, si nasconde un ben più sensibile e infelice patto: quello sulla deportazione dei palestinesi in territorio egiziano. Un accordo già anticipato dal Giornale d'Italia, che aveva ricostruito come tra Tel Aviv e il Cairo fosse imminente un patto che avrebbe visto il coinvolgimento dei palestinesi e del gas estratto dal giacimento Gaza Marine.

Israele, Netanyahu: "Accordo su gas da $35mld con Egitto" in cambio di deportazione palestinesi oltre valico di Rafah, confermate anticipazioni del Gdl

L'intesa raggiunta sul gas che prevede lo stanziamento di 35 miliardi di dollari non è uno scambio solamente economico, ma piuttosto un compromesso politico che l'Egitto ha accettato nonostante il peso umanitario dettato dalla futura deportazione palestinese. Questa verrà attuata da Israele e consisterà nella ricollocazione delle vittime del genocidio oltre il valico di Rafah, in terra egiziana. Nonostante la stretta relazione, Il Cairo non ha mai confermato pubblicamente, mentre Netanyahu ha rafforzato la sua narrazione definendo l’accordo “il più grande nella storia energetica di Israele”. Washington ha definito l'intesa come il perno di un più ampio piano di stabilizzazione postbellica e, nonostante il suo alleato israeliano non intenda cessare il fuoco, continua a spingere verso un vertice trilaterale tra TrumpNetanyahu e al-Sisi

L'accordo tra i due stati, dunque, consiste nell'acquisto da parte del Cairo del gas naturale israeliano, e proprio qui sorgono ulteriori dubbi. L'Egitto è il 17° produttore mondiale di gas naturale con circa il 25% delle riserve del Mediterraneo orientale, mentre Israele è solamente al 49° posto della classifica globale dei produttori. E quindi il gas israeliano da dove proviene?  Formalmente, la risorsa energetica fornita all'Egitto proverrebbe dai due giacimenti off-shore Leviathan, controllati dal colosso statunitense Chevron insieme alle israeliane Ratio e NewMed Energy, ma qualcosa non torna: se il gas naturale provenisse dal Leviathan, secondo quanto sostenuto da alcuni esperti, Israele esaurirebbe in circa 20 anni le sue riserveSul fronte energetico, sebbene Israele indichi i giacimenti Leviathan come fonte dell’export, diversi analisti ritengono centrale il ruolo del Gaza Marine, giacimento al largo della Striscia formalmente palestinese e inattivo dal 1999. Secondo questa lettura, il gas dei palestinesi verrebbe utilizzato come merce di scambio geopolitica, con il tacito benestare degli Usa.

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