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Human Rights Watch, direttore Omar Shakir si dimette: "L'Ong censura notizie sui crimini contro umanità compiuti da Israele a Gaza"

Omar Shakir lascia Human Rights Watch accusando la dirigenza di aver bloccato un rapporto sui crimini contro l’umanità di Israele per timori politici

05 Febbraio 2026

HRW, Omar Shakir

HRW, Omar Shakir, fonte: HRW

Il direttore della sezione Israele-Palestina dell'Ong Human Rights Watch, Omar Shakir, si è dimesso dal suo ruolo di vertice, accusano l'associazione di "censurare le notizie sui crimini contro l'umanità compiuti da Israele a Gaza".

Human Rights Watch, direttore Omar Shakir si dimette: "L'Ong censura notizie sui crimini contro umanità compiuti da Israele a Gaza"

Una frattura profonda scuote Human Rights Watch (Hrw), una delle più influenti organizzazioni per la difesa dei diritti umani a livello globale. Omar Shakir, direttore per Israele-Palestina fino a pochi giorni fa, ha annunciato le proprie dimissioni accusando apertamente la leadership dell’organizzazione di aver bloccato un rapporto che concludeva che Israele sta commettendocrimini contro l’umanità” attraverso la negazione sistematica del diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi.

In una lettera di dimissioni resa pubblica, Shakir ha denunciato quella che definisce una vera e propria manipolazione interna: secondo l’ex direttore, il nuovo executive director di Hrw, Philippe Bolopion, avrebbe “bloccato senza basi legittime” la pubblicazione di un rapporto già completato, revisionato e pronto per il rilascio. Il documento, intitolato “Our Souls Are in the Homes We Left”, era stato caricato sul sito di Hrw, condiviso con i donatori e accompagnato da un link stampa sotto embargo.

Shakir accusa la dirigenza di aver aggirato le procedure standard di revisione, imponendo dall’alto limiti politici alle conclusioni legali. La motivazione addotta sarebbe stata il timore che il rapporto potesse essere interpretato come una minaccia al “carattere ebraico” di Israele, poiché il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi implicherebbe un cambiamento demografico. Un argomento che Shakir respinge con decisione: “Un’organizzazione per i diritti umani non può adattare le proprie analisi giuridiche per evitare reazioni politiche”.

Il diritto al ritorno, sancito dal diritto internazionale e dalle risoluzioni Onu, riguarda milioni di palestinesi espulsi o fuggiti durante la Nakba del 1948 e le successive espulsioni del 1967. Negarne sistematicamente l’applicazione, secondo Shakir, non è una questione politica ma una violazione grave e continuativa dei diritti umani, che rientra nella definizione di crimini contro l’umanità.

La vicenda assume un peso particolare perché Hrw, negli ultimi anni, ha riconosciuto che Israele pratica apartheid nei confronti dei palestinesi. Le dimissioni di Shakir suggeriscono però che, su alcuni nodi centrali come il diritto al ritorno, persistano linee rosse politiche che l’organizzazione non è disposta a superare, sollevando interrogativi sulla sua reale indipendenza e credibilità.

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