27 Gennaio 2026
TikTok Oracle Fonte: MediaPost
A nemmeno una settimana dal cambio di assetto proprietario della divisione americana di TikTok, si fanno già vedere le prime censure da parte del fondatore e Ceo di Oracle, il filo-israeliano Larry Ellison. Molti utenti del social network hanno infatti sottolineato come già nel weekend diversi post contro l'Ice, l'amministrazione Trump ed Epstein siano stati eliminati o "rallentati", messi in shadowban. Inoltre, testimoni hanno dichiarato che, postando contenuti con la parola "sionista", questi venivano avvertiti di aver violato le "linee guida" della piattaforma in quanto "hate speech".
Dopo il cambio di assetto proprietario che ha portato TikTok sotto una maggioranza di controllo statunitense, crescono le accuse di censura sistematica dei contenuti critici verso il governo Usa. Negli ultimi giorni, numerosi utenti hanno segnalato la soppressione o il rallentamento nella diffusione di video relativi all’uccisione di Alex Pretti, infermiere di terapia intensiva di 37 anni, colpito mortalmente a Minneapolis il 24 gennaio da un agente della Border Patrol. L’episodio ha innescato proteste contro l’ICE, ma su TikTok l’attenzione mediatica è apparsa insolitamente ridotta.
Secondo diversi creatori di contenuti, i video sull’accaduto hanno registrato visualizzazioni estremamente basse rispetto agli standard abituali. Il 25 gennaio, migliaia di utenti hanno inoltre segnalato problemi tecnici diffusi: caricamenti falliti, conteggi dei follower bloccati e video fermi a zero visualizzazioni. I disservizi sono stati confermati da Downdetector e hanno alimentato una protesta online culminata nell’uso dell’hashtag #TikTokCensorship su X.
Questi episodi si inseriscono in un contesto più ampio. Il 22 gennaio ByteDance ha annunciato la finalizzazione di un accordo che ha dato vita a una joint venture a maggioranza americana, evitando così il rischio di un bando federale negli Stati Uniti. Tra i nuovi proprietari figura Larry Ellison, fondatore di Oracle, alleato sionista di Donald Trump e sostenitore dichiarato di sistemi di sorveglianza digitale e identità elettroniche.
Da allora, utenti e osservatori notano un inasprimento delle politiche di moderazione. TikTok avrebbe iniziato a bloccare messaggi contenenti il nome “Epstein”, segnalando che il termine potrebbe violare le linee guida della community, nonostante il Dipartimento di Giustizia non abbia ancora reso pubblici tutti i documenti relativi al caso, come richiesto dalla legge.
Parallelamente, il 23 gennaio 2026 TikTok ha annunciato l’adozione di nuove regole sul linguaggio d’odio. Sotto la guida del Ceo Adam Presser, la piattaforma ora considera il termine “sionista” hate speech se usato per degradare o disumanizzare individui in base alla loro identità ebraica o israeliana, pur consentendone l’uso in contesti politici o di autoidentificazione. Presser ha dichiarato che l’azienda ha triplicato i ban per attività d’odio nel 2024, collaborando attivamente con decine di organizzazioni ebraiche.
Per molti utenti, però, questi cambiamenti confermano un timore crescente: che la nuova TikTok, pur salvata dal bando, stia diventando uno strumento di controllo narrativo sempre più allineato agli interessi politici statunitensi e sionisti.
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