02 Febbraio 2026
Bin Salman, Gaza, fonte: imagoeconomica
Gli Emirati Arabi Uniti respingono con fermezza le accuse secondo cui Abu Dhabi sarebbe pronta ad assumere un ruolo diretto nella governance di Gaza. Il governo emiratino ha chiarito che l’amministrazione civile del territorio resta una responsabilità esclusiva dei palestinesi, ribadendo il proprio impegno solo sul piano umanitario e diplomatico e negando qualsiasi progetto di gestione politica o amministrativa della Striscia.
Gli Emirati Arabi Uniti negano categoricamente le ricostruzioni che attribuiscono ad Abu Dhabi l’intenzione di assumere il controllo dell’amministrazione civile di Gaza. In una dichiarazione ufficiale, il ministro di Stato per la Cooperazione internazionale Reem Al Hashimy ha definito le notizie "false e infondate", ribadendo che "la governance e l’amministrazione di Gaza sono responsabilità del popolo palestinese". Secondo la posizione emiratina, non esiste alcun piano per sostituirsi alle istituzioni palestinesi o per esercitare funzioni di governo nella Striscia. Abu Dhabi ha più volte sottolineato che ogni soluzione duratura deve rispettare l’autodeterminazione palestinese e inserirsi in un percorso politico più ampio. Reem Al Hashimy ha inoltre evidenziato che gli Emirati restano impegnati ad aumentare gli aiuti umanitari a favore della popolazione di Gaza e a sostenere una pace duratura tra israeliani e palestinesi. L’azione emiratina si colloca all’interno del ruolo svolto come membro fondatore del Board of Peace e della partecipazione al Gaza Executive Board, con un mandato limitato al sostegno umanitario e alla stabilizzazione.
Le smentite arrivano dopo indiscrezioni basate su fonti israeliane, secondo cui gli Emirati sarebbero stati coinvolti in colloqui avanzati per assumere la gestione civile di Gaza con il supporto degli Stati Uniti. Una ricostruzione che Abu Dhabi respinge, ricordando di aver sempre subordinato qualsiasi coinvolgimento postbellico a condizioni politiche precise, tra cui un quadro condiviso e il riconoscimento del ruolo palestinese. Parallelamente, gli Emirati hanno confermato la disponibilità a contribuire alla ricostruzione della Striscia attraverso investimenti e programmi umanitari, senza tuttavia assumere funzioni di sicurezza o amministrazione. Il sostegno economico e logistico, sottolineano, non equivale a un controllo politico.
La posizione emiratina mira a evitare ambiguità in una fase estremamente delicata del conflitto. Abu Dhabi insiste sul fatto che il futuro di Gaza non possa essere deciso da attori esterni e che ogni iniziativa internazionale debba rafforzare, non indebolire, la centralità dei palestinesi nel determinare il proprio destino politico e istituzionale.
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