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Cina, Xi rimuove capo dell'esercito Zhang Youxia per "aver passato agli Usa informazioni riservate sul programma nucleare di Pechino"

Xi Jinping rimuove il capo dell’esercito Zhang Youxia: accuse di corruzione e possibile spionaggio nucleare. Il presidente accentra il comando militare

26 Gennaio 2026

Xi Jinping e Zhang Youxia

Xi Jinping e Zhang Youxia, fonte Wikipedia

Il presidente cinese Xi Jinping ha rimosso e messo sotto indagine il capo de facto dell'esercito, Zhang Youxia. Il sospetto è che lui, insieme al capo dello Stato maggiore congiunto Liu Zhenli, anch'egli epurato, abbiano "passato informazioni riservate sul programma nucleare di Pechino agli Stati Uniti".

Cina, Xi rimuove capo dell'esercito Zhang Youxia per "aver passato agli Usa informazioni riservate sul programma nucleare di Pechino"

Nuovo terremoto ai vertici del potere militare cinese. Il presidente Xi Jinping ha rimosso e messo sotto indagine Zhang Youxia, considerato di fatto il capo dell’esercito di Pechino e vicepresidente della Commissione militare centrale, l’organo supremo che controlla le forze armate. Insieme a lui è stato allontanato anche il generale Liu Zhenli, capo dello Stato maggiore congiunto. Le accuse ufficiali parlano di “gravi violazioni della disciplina e della legge”, la formula utilizzata dal Partito comunista per indicare casi di corruzione e malaffare. Ma dietro questa espressione, secondo indiscrezioni rilanciate dal Wall Street Journal, si nasconderebbero addebiti ben più pesanti.

L’ipotesi più esplosiva riguarda il presunto passaggio di informazioni altamente riservate sul programma nucleare cinese agli Stati Uniti. Se confermata, si tratterebbe di un atto di tradimento senza precedenti nella storia recente della Repubblica popolare, capace di giustificare una rimozione immediata e una totale cancellazione politica del generale.

La decisione è arrivata dall’alto. Con una breve nota del ministero della Difesa, Pechino ha annunciato l’apertura dell’indagine da parte del Comitato centrale del Partito comunista e la contestuale estromissione dei due ufficiali. Xi Jinping ha assunto personalmente il controllo operativo della Commissione militare centrale nel ruolo di commander-in-chief, accentrando ulteriormente il potere nelle sue mani.

L’allontanamento di Zhang Youxia è particolarmente significativo. Il generale, 75 anni, era ritenuto uno dei militari più vicini a Xi, legato anche da una storia familiare: suo padre combatté nella guerra civile al fianco di quello del presidente. Zhang era inoltre uno dei pochi alti ufficiali con reale esperienza di combattimento ed era stato protagonista della modernizzazione dell’Esercito popolare di liberazione.

Ora il suo destino appare segnato. In Cina, un’indagine per “gravi violazioni” implica quasi sempre la fine della carriera, l’espulsione dal Partito e, nei casi più gravi, una condanna penale esemplare. Intanto la Commissione militare centrale risulta quasi azzerata: restano solo Xi e il generale Zhang Shengmin, incaricato proprio di guidare le epurazioni.

Le purghe militari, avviate da Xi fin dal suo arrivo al potere nel 2012, hanno colpito oltre 200mila ufficiali. Una campagna presentata come anticorruzione, ma che secondo molti analisti sta ridisegnando radicalmente gli equilibri interni, rafforzando il controllo personale del leader sull’esercito e lasciando Pechino in una fase di profonda instabilità ai vertici delle forze armate.

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