25 Gennaio 2026
"Fuck ICE!" e "ICE fuori di qui": sono esplose le proteste a Minneapolis, dopo l'ennesimo atto di violenza e l'ultimo omicidio dell'infermiere 37enne Alex Jeffrey Pretti per mano delle forze federali dell'ICE. Ieri pomeriggio, sabato 24 Gennaio, subito dopo la morte di Pretti, freddato con dieci colpi di pistola al petto senza apparente motivo, la città del Minnesota è entrata nel caos.
Sulla scena del delitto, subito chiusa dagli agenti federali, si sono riversati i manifestanti, gridando "Fuck ICE" e assalendo le forze dell'ordine. Gli agenti hanno disperso la folla lanciando gas lacrimogeni e servendosi di spray al peperoncino. La situazione è degenerata ulteriormente, al punto che immagini social hanno ritratto un agente dell'HSI (Homeland Security Investigations) senza la punta dell'anulare della mano destra, staccata da un dimostrante anti-ICE. Contemporaneamente, nuove proteste sono esplose a New York e a Washington, mentre i genitori del 37enne ucciso hanno definito "ripugnanti, disgustose e riprovevoli" le "menzogne diffuse dall'amministrazione" Trump, secondo cui Pretti non solo era un "terrorista interno" ma avrebbe minacciato un "massacro" con l'arma spianata.
"Aveva il telefono nella mano destra e la mano sinistra vuota alzata sopra la testa, mentre cercava di proteggere la donna che l'Ice aveva appena spinto a terra, il tutto mentre veniva aggredito con lo spray al peperoncino" hanno continuato i familiari. La folla è cresciuta lungo le strade: 500 persone hanno marciato a Washington, da Hancock Park fino all'edificio dell'ICE, altre a Minneapolis, con striscioni e megafoni. Anche a Manhattan il richiamo ha portato ad oltre un migliaio i dimostranti, mentre migliaia di persone si sono radunate nel Whittier Park di Minneapolis per una veglia e una manifestazione in ricordo di Alex Pretti.
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