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New York, maxi protesta a Union Square contro "rastrellamenti" e violenze ICE, giovani lasciano scuole e università: "No a Slave Patrol 2.0" - VIDEO

Migliaia di persone, tra lavoratori, studenti, docenti, politici, si sono riversati a Union Square (Manhattan) per poi marciare verso il municipio, in solidarietà con Minneapolis. Dove intanto prendeva corpo il più grande "blackout economico" (sciopero) della storia della città

26 Gennaio 2026

"Per la nostra protesta, per il nostro sciopero, abbiamo detto 'ICE out of NYC' e 'No alla slave patrol 2.0'". Un fiume di gente si è riversato in strada, e radunato nel luogo ormai simbolo delle proteste anti-ICENew York, la Union Square, per protestare contro i soprusi degli agenti anti-immigrazione legittimati e giustificati dall'amministrazione Trump.

New York, maxi protesta a Union Square contro "rastrellamenti" e violenze ICE, giovani lasciano scuole e università: "No a Slave Patrol 2.0" - VIDEO

Radunatesi a Union Square, Manhattan, e poi in marcia fino al municipiomigliaia di persone si sono strette in una delle più grandi manifestazioni di solidarietà di tutto il Paese verso Minneapolis, dove lo scorso 7 Gennaio moriva sparata l'insegnante 37enne Renee Nicole Good e dove da allora i rastrellamenti dell'ICE sono proseguiti con più insistenza e impunemente. La protesta è stata organizzata da The People's Forum, dalla coalizione ANSWER e dal movimento 50501, al grido di "STAND WITH MINNEAPOLIS! ICE OUT FOR GOOD!". All'evento si sono riversati tutti: inclusi studenti di scuole e università che scioperando dalle lezioni hanno risposto all'appello di uno dei fondatori di Get Free NYC: "No alla slave patrol 2.0". Il riferimento è agli storici "slave patrols", uomini bianchi che nell'America sudista del pre-bellum civile avevano il compito di far rispettare il codice schiavistareprimere raduni e ribellioni e di tornare a schiavizzare i neri liberati. "Rapivano le persone e le mandavano nei campi, costringendole a svolgere lavori non retribuiti. Questo è ciò che sta accadendo nel nostro Paese in questo momento, nei campi di detenzione".

La manifestazione a New York è avvenuta parallelamente a quello che a Minneapolis è stato definito un "blackout economico", ovvero il più grande stop lavorativo nella storia della città. Sempre venerdì 23 Gennaio le persone si sono rifiutate di andare a lavorare e a scuola, con centinaia di attività chiuse e alcune - specie quelle ristorative - rimaste aperte solo per offrire cibo e bibite ai manifestanti in marcia. A New York erano presenti anche politici, specie quelli già impegnati in competizioni elettorali per il prossimo futuro.

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