24 Gennaio 2026
Un uomo di 51 anni è stato freddato a colpi di pistola a Minneapolis questa mattina, 24 Gennaio, dopo che agenti ICE dell'anti-immigrazione l'avevano immobilizzato per terra in strada. Si tratta della terza sparatoria nella città dello Stato del Minnesota causata dagli agenti federali ICE (Immigration and Customs Enforcement).
La situazione a Minneapolis, dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Good lo scorso 7 Gennaio, è ormai fuori controllo. Questa mattina, intorno alle 9 ora locale, un agente anti-immigrazione è stato visto sparare ripetutamente al petto un uomo fuori da Glam Doll Donuts, tra Nicollet Avenue e la 26esima Strada. L'uomo, a quanto risulta dalla testimonianza resa da un giornalista di Bring Me The News che al momento si trovava nei pressi della scena, era stato immobilizzato da altri agenti, quindi steso a terra, in strada. Dalle immagini riprese dal video postato sui social, si vede come l'uomo sia circondato da più di cinque agenti, picchiato e trattenuto a terra. Uno degli agenti inizia a colpirlo, verosimilmente alla testa, con la pistola; l'uomo riesce a rialzarsi ma subito viene ucciso con più colpi al torace. La vittima, che secondo Associated Press aveva 51 anni, pare si fosse avvicinato agli agenti federali pochi istanti prima di essere ucciso: così come emerge da una foto scattata prima della sparatoria (qui caricata dopo il video).
La morte dell'uomo colpito è stata ufficializzata poco dopo dal capo della polizia di Minneapolis Brian O'Hara al Minnesota Star Tribune. A quanto risulta, l'ICE ha ordinato alla polizia locale di lasciare la scena del crimine, ma O'Hara si sarebbe rifiutato. La folla vicino all'ennesima sparatoria ha inveito contro la polizia chiedendo l'arresto dei federali: "Eccovi qui, a proteggere degli assassini". Il Dipartimento per la Sicurezza Interna Usa ha commentato l'omicidio avvenuto alla luce del sole dicendo che l'uomo colpito era "armato con una pistola": sui profili social è stata postata la foto dell'arma.
In un nuovo drammatico tentativo di contrastare l'operato degli agenti dell'ICE è intervenuto anche Tim Walz, governatore del Minnesota: "Ho appena parlato con la Casa Bianca dopo un’altra terribile sparatoria da parte di agenti federali avvenuta stamattina. Il Minnesota ne ha abbastanza. È disgustoso. Il presidente deve porre fine a questa operazione. Deve ritirare dal Minnesota migliaia di agenti violenti e inesperti. Subito". Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha giustificato così l'accaduto: "(...) mentre gli agenti ICE stavano conducendo un'operazione mirata a Minneapolis contro un immigrato clandestino ricercato per aggressione violenta, un individuo si è avvicinato agli agenti della Polizia di Frontiera con una pistola semiautomatica calibro 9mm. Gli agenti hanno tentato di disarmare il sospettato ma questi, armato, ha opposto una violenta resistenza. (...) Temendo per la propria vita e per quella dei colleghi, un agente ha sparato per difendersi. (...) Il sospettato aveva anche due caricatori e nessun documento d'identità: sembra una situazione in cui un individuo voleva causare il massimo danno e massacrare le forze dell'ordine".
Il Dipartimento ha concluso dicendo che "sono state implementate misure di controllo della folla" definendo i manifestanti "rivoltosi".
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