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Usa, Senato dà via libera a Trump su Venezuela, 51 sì e 50 no: bloccata risoluzione Camera per limitare azioni militari senza ok del Congresso

Voto decisivo del vicepresidente Vance affossa la risoluzione che limitava i poteri di guerra di Trump: divisioni al Senato e timori per nuove azioni militari Usa

15 Gennaio 2026

Usa, senatori democratici contrari a vendita di armi a Israele con 70 voti, solo 24 i favorevoli: “Stop a sofferenza di civili innocenti”

Senato Usa Fonte: Wikipedia

Nessun freno al presidente americano Donald Trump in Venezuela: il Senato statunitense ha infatti bloccato una risoluzione che avrebbe potuto limitare le azioni militari unilateralmente decise dal tycoon senza il consenso del Congresso. Il voto alla Camera alta è finito con un pareggio, per cui il vicepresidente JD Vance ha dovuto pronunciarsi, con il risultato di 51 votanti favorevoli al blocco della risoluzione democratica e 50 contrari.

Usa, Senato dà via libera a Trump su Venezuela, 51 sì e 50 no: bloccata risoluzione Camera per limitare azioni militari senza ok del Congresso

Il Senato degli Stati Uniti ha respinto una risoluzione sui poteri di guerra che avrebbe limitato la capacità del presidente Donald Trump di intraprendere ulteriori azioni militari contro il Venezuela senza una preventiva autorizzazione del Congresso. Il voto, estremamente combattuto, si è chiuso con un pareggio 50-50, risolto dal vicepresidente JD Vance che ha espresso il voto decisivo contro il provvedimento.

La risoluzione, sostenuta dai Democratici e da una minoranza di Repubblicani, mirava a riaffermare il ruolo costituzionale del Congresso nell’autorizzare l’uso della forza militare. A risultare determinante è stato il cambio di posizione dei senatori repubblicani Josh Hawley e Todd Young, che la settimana precedente avevano contribuito a far avanzare il testo, salvo poi ritirare il proprio sostegno dopo aver ricevuto “assicurazioni” dall’amministrazione Trump.

Secondo quanto dichiarato da Young, il segretario di Stato Marco Rubio gli avrebbe garantito che non vi sono truppe statunitensi dispiegate in Venezuela e che, in caso di operazioni militari su larga scala, la Casa Bianca consulterebbe il Congresso in anticipo. Una linea analoga è stata adottata da Hawley, che ha definito la risoluzione non più necessaria alla luce dei chiarimenti ricevuti.

I Democratici hanno reagito con durezza. Il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, ha avvertito che il voto “rende il mondo più pericoloso” e incoraggia Trump a spingersi oltre nelle sue ambizioni di politica estera. Il senatore Tim Kaine, promotore storico delle risoluzioni sui poteri di guerra, ha annunciato l’intenzione di presentarne altre per arginare l’autorità presidenziale.

La votazione arriva dopo il blitz notturno con cui le forze statunitensi hanno rapito il presidente venezuelano Nicolás Maduro, un’operazione che l’amministrazione Trump definisce “giudiziaria” e non militare, ma che molti parlamentari considerano a tutti gli effetti un atto di guerra. Il senatore repubblicano Rand Paul ha definito “assurdo” sostenere il contrario, sottolineando che attendere una dichiarazione formale significherebbe reagire quando ormai “le persone sono già morte”.

L’episodio mette in luce il forte controllo di Trump sul Partito Repubblicano e le crescenti tensioni al Congresso per un presidente che, oltre al Venezuela, ha evocato possibili interventi anche in Groenlandia, Iran e Messico. Un confronto istituzionale destinato a proseguire.

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