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Senato Usa approva risoluzione per impedire a Trump di intraprendere altre azioni in Venezuela senza ok del Congresso con 52 sì e 47 no

Con 52 voti a 47 il Senato Usa approva la risoluzione che limita i poteri di guerra di Trump sul Venezuela. Cinque repubblicani votano con i democratici

08 Gennaio 2026

Usa, senatori democratici contrari a vendita di armi a Israele con 70 voti, solo 24 i favorevoli: “Stop a sofferenza di civili innocenti”

Senato Usa Fonte: Wikipedia

Il Senato degli Stati Uniti ha approvato oggi una risoluzione per impedire al presidente Donald Trump di intraprendere ulteriori azioni militari contro il Venezuela senza prima aver consultato e aver ricevuto l'approvazione da parte del Congresso. Il voto è stato un testa a testa, con 52 sì e 47 no 5 repubblicani che hanno fatto i franchi tiratori e si sono uniti ai democratici.

Senato Usa approva risoluzione per impedire a Trump di intraprendere altre azioni in Venezuela senza ok del Congresso con 52 sì e 47 no

Il Senato degli Stati Uniti, a maggioranza repubblicana, ha approvato una risoluzione che limita i poteri del presidente Donald Trump in materia di azioni militari contro il Venezuela, imponendo l’obbligo di un’autorizzazione preventiva del Congresso per ulteriori interventi armati. Il voto, 52 favorevoli e 47 contrari, rappresenta un segnale politico forte e un colpo diretto alla Casa Bianca, arrivato in un momento di crescente tensione dopo il blitz statunitense che ha portato al rapimento del presidente venezuelano Nicolás Maduro.

Determinante è stata la defezione di cinque senatori repubblicani, che hanno votato insieme ai democratici: Rand Paul, Todd Young, Lisa Murkowski e Josh Hawley. Una frattura interna che evidenzia il disagio, anche nel partito del presidente, per l’estensione dei poteri di guerra dell’esecutivo. “Il Congresso deve far valere la sua autorità in materia di guerra anche quando un’operazione militare ha successo”, ha dichiarato Rand Paul. “Altrimenti si rischia che il Paese venga governato in uno stato di emergenza permanente”.

La risoluzione ora passa alla Camera dei Rappresentanti, dove il percorso appare più complesso. I repubblicani mantengono infatti una maggioranza risicata e la Casa Bianca ha già fatto sapere, tramite Bloomberg, che Trump metterà il veto qualora il provvedimento venisse definitivamente approvato. Un braccio di ferro istituzionale che si annuncia duro.

Intanto, lo stesso Trump ha ribadito al New York Times che il controllo statunitense sul Venezuela potrebbe durare “molto più a lungo” di quanto inizialmente ipotizzato. “Ricostruiremo il Paese in modo conveniente”, ha affermato, spiegando che Washington utilizzerà il petrolio venezuelano per abbassare i prezzi energetici e finanziare la ricostruzione. Dichiarazioni che hanno alimentato ulteriori polemiche in Congresso.

Sul fronte venezuelano, il bilancio dell’operazione militare continua a salire. Il ministro dell’Interno Diosdado Cabello ha parlato di almeno 100 morti e di un numero simile di feriti, definendo l’attacco “terribile”. Numeri che rafforzano le critiche di democratici e di una parte dei repubblicani, contrari a un’escalation militare senza un chiaro mandato parlamentare.

La votazione del Senato segna così un raro tentativo bipartisan di riaffermare il ruolo del Congresso sulle decisioni di guerra, mentre la crisi venezuelana resta al centro di uno scontro politico e istituzionale sempre più aspro.

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