04 Gennaio 2026
Benny Sagi incidente, fonte: X, @ynetnews
Il giudice israeliano Benny Sagi, alla guida del processo al premier Benjamin Netanyahu per corruzione, è morto a 54 anni in un incidente stradale sulla Route 6, investito mentre era in moto da un altro veicolo. Mentre le cariche istituzionali si sono unite nel cordoglio, la famiglia e molti osservatori internazionali hanno chiesto a gran voce il proseguo delle indagini sul decesso e sulle dinamiche dell'incidente, ipotizzando un "attentato" proprio per il suo ruolo nella possibile incriminazione di Netanyahu.
La morte improvvisa di Benny Sagi, presidente della Corte distrettuale di Beersheba, ha scosso profondamente Israele e acceso un inevitabile dibattito pubblico. Sagi, 54 anni, è rimasto ucciso domenica in un incidente stradale sulla Route 6, quando un veicolo proveniente da fuori strada è entrato in autostrada colpendo la sua motocicletta. I soccorritori del Magen David Adom non hanno potuto far altro che constatarne il decesso sul posto. La polizia ha aperto un’indagine e, allo stato attuale, parla di un grave incidente stradale.
Ma la figura di Sagi e il momento in cui è avvenuta la tragedia rendono il caso particolarmente sensibile. Il magistrato era infatti uno dei giudici più stimati del Paese e presiedeva procedimenti di altissimo profilo, tra cui il delicato processo per corruzione a carico del primo ministro Benjamin Netanyahu. Un ruolo che lo aveva esposto a forti pressioni politiche e mediatiche, in un clima nazionale segnato da polarizzazione, scontri istituzionali e attacchi verbali contro la magistratura.
Proprio questo contesto ha spinto alcuni osservatori, sui media e sui social network, a sollevare interrogativi sulla dinamica dell’incidente, ipotizzando che non si sia trattato di una semplice fatalità. L’idea di un possibile attentato circola soprattutto in ambienti già critici verso la gestione della sicurezza dei magistrati coinvolti in casi politicamente esplosivi. Al momento, tuttavia, non esiste alcun elemento ufficiale che confermi questa ipotesi: gli inquirenti ribadiscono che tutte le piste vengono esaminate, ma invitano alla cautela.
Le reazioni istituzionali sono state immediate e unanimi. Il presidente Isaac Herzog ha parlato di una “perdita devastante per il sistema giudiziario”, definendo Sagi un giurista brillante e un uomo di grande integrità. Il presidente della Corte Suprema, Isaac Amit, ha ricordato la sua autorevolezza unita a una rara umanità, mentre il ministro della Giustizia Yariv Levin ha sottolineato come Sagi fosse riuscito a rafforzare la fiducia pubblica nel tribunale che guidava.
Nato nel 1971, Sagi aveva costruito una carriera rapida e solida: ex procuratore, docente di diritto, giudice di primo piano, fino alla nomina alla guida della Corte di Beersheba nel 2025. Lascia la moglie e tre figli.
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