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Gheddafi, Castro, Saddam Hussein, Chavez e Mandela etichettati come “terroristi” dagli Usa per aver raccontato l'aggressione per il petrolio - VIDEO

Questi esponenti politici sono stati etichettati come "terroristi", un termine usato dalla Casa bianca per delegittimare oppositori politici e giustificare interventi esterni. Gheddafi, Hussein, Castro e altri leader denunciarono il modo in cui gli Stati Uniti nascondono interessi economici ed egemonici dietro la retorica della democrazia

09 Gennaio 2026

Dopo il bombardamento e la cattura illegale di Nicolas Maduro - condannata da più parti come violazione del diritto internazionale - è necessario interrogarsi sul linguaggio usato dagli Stati Uniti per etichettare avversari politici come “terroristi. La storia delle relazioni di Washington mostra un altro volto, segnato da azioni belliche brutali e interventi militari che molte organizzazioni internazionali e analisti considerano crimini di guerra. Nomi come Gheddafi, Castro, Saddam Hussein, Chávez e persino Mandela sono stati, nelle diverse fasi della storia, descritti da apparati statunitensi come pericoli o minacce, nonostante gli Stati Uniti stessi abbiano promosso azioni belliche violente contro popolazioni, sia nel continente stesso che all'estero.

Gheddafi, Castro, Saddam Hussein, Chavez e Mandela etichettati “terroristi” dagli Usa per aver raccontato l'aggressione per il petrolio – VIDEO

Da ormai molti decenni, Washington usa spesso termini come “terrorista” o “rogue state” (Stato canaglia) per descrivere leader e Paesi accusati di opporsi ai propri interessi geopolitici e, in particolare, alla supremazia occidentale su risorse strategiche quali il petrolio. Ad esempio, Paesi come Libia sotto Muʿammar Gheddafi e Iraq sotto Saddam Hussein furono inclusi nella lista statunitense di nazioni percepite come sponsor del terrorismo internazionale. Anche Cuba, sotto Fidel Castro, fu designata tale negli anni ’80 e nella pratica spesso vista come un avversario ideologico da combattere fino a pochi anni fa. Questa retorica è emersa anche nello scontro politico e mediatico sul Venezuela, dove il linguaggio di accusa degli Stati Uniti contro Maduro è stato interpretato da molti come una forma di propaganda pensata per manipolare l’opinione pubblica. Tuttavia, la storia delle azioni militari statunitensi - come bombardamenti in Libia, invasioni di Iraq e Afghanistan, e interventi in America Latina - solleva un paradosso, per il quale gli Usa, paese che si propone come "il paladino contro il terrorismo", ha spesso mosso guerra a Stati sovrani con pretesti discutibili e con costi umani enormi.

Saddam Hussein anticipò già quali sono gli obbiettivi principali della politica espansionistica ed economica statunitense: "Se vuoi controllare il mondo tu devi controllare l’olio. Tra i requisiti per controllare l’olio c’è quello di distruggere l’Iraq". Anche Hugo Chávez denunciò: "La differenza sta nel fatto che il governo degli Stati Uniti non vuole la pace. Vuole imporci il loro modello di sfruttamento ed egemonico attraverso la guerra". Per quanto riguarda Nelson Mandela, egli disse senza mezzi termini: "Se c’è un paese che ha commesso atrocità indescrivibili sono gli Stati Uniti. A loro non importa di nulla". Muammar Gheddafi pose, invece, una domanda semplice e brutale: "Lasciamo i nostri amici americani rispondere alla domanda: perché Iraq? Qual è la ragione? C’erano armi di distruzione di massa in Iraq? No, non c’erano. Come può un prigioniero di guerra essere appeso? Ciascuno di noi può essere il prossimo". Infine, Fidel Castro ricordò la storia economica di Cuba: "La migliore terra di Cuba e le aziende più importanti sono di proprietà del Nord America. E la situazione non dovrebbe essere strana a molti paesi".

Gli Stati Uniti hanno lanciato offensive militari su larga scala, come la guerra del Vietnam con l’uso di napalm e bombe incendiarie, l’invasione dell’Iraq nel 2003 con bombardamenti massivi, le atrocità nella prigione di Abu Ghraib, così come l’intervento in Afghanistan. Ad oggi - prendendo in considerazione anche il recente bombardamento di Caracas e la cattura illegale di Maduro - sono tante le vicende che critici internazionali e gruppi per i diritti umani descrivono come violazioni dei diritti umani e potenziali crimini di guerra. La definizione di terrorismo utilizzata dagli Stati Uniti è legata a considerazioni strategiche piuttosto che a criteri oggettivi di diritto internazionale. Si tratta quindi di uno strumento utilizzato spesso per manipolare l'opinione pubblica. 

 

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