05 Gennaio 2026
In tutte le grandi città americane sono scoppiate proteste di popolo in cui i cittadini statunitensi hanno espresso il loro dissenso al raid Usa sul Venezuela e contro l'amministrazione Trump, vista come sempre più "incostituzionale e belligerante". I manifestanti si sono armati di megafoni e cartelli dagli slogan "No blood for oil" e "Free Maduro right now".
Centinaia di persone sono scese in piazza negli Stati Uniti, da costa a costa, per protestare contro l’attacco militare al Venezuela e la cattura del presidente Nicolás Maduro. Manifestazioni si sono svolte in numerose grandi città, tra cui Chicago, Dallas, New York, Philadelphia, Pittsburgh, San Francisco e Seattle, segnando una mobilitazione diffusa e trasversale contro la decisione dell’amministrazione Trump.
A Chicago, alcune centinaia di manifestanti si sono radunati davanti al Dirksen Federal Building Plaza per condannare i bombardamenti su Caracas e denunciare le conseguenze umanitarie degli interventi militari statunitensi all’estero. “Che si tratti dell’Iraq di Saddam Hussein, dei talebani in Afghanistan, di Panama o della Libia, ogni volta che gli Stati Uniti attaccano un altro Paese sono sempre i popoli a soffrire di più”, ha dichiarato Andy Thayer del Chicago Committee Against War and Racism.
Uno dei punti centrali delle proteste riguarda anche la legittimità costituzionale dell’operazione. Diversi manifestanti e leader politici democratici hanno sostenuto che Donald Trump non avesse l’autorità di lanciare un’azione militare contro il Venezuela senza l’approvazione del Congresso. Domenica, esponenti di primo piano del Partito democratico hanno accusato il presidente di aver aggirato il suo obbligo costituzionale di coinvolgere il ramo legislativo, mentre leader internazionali hanno parlato di una violazione della Carta delle Nazioni Unite.
A Seattle, una manifestazione organizzata dal gruppo Answer (Act Now to Stop War and End Racism) ha visto sventolare cartelli con slogan come “No Blood for Oil” e “Stop Bombing Venezuela Now!”. “Siamo qui per mostrare solidarietà a un Paese la cui sovranità è stata violata dal nostro governo usando i nostri soldi delle tasse”, ha spiegato Taylor Young, organizzatore di Answer.
Nonostante le proteste, i repubblicani hanno continuato in larga parte a sostenere Trump. Il deputato del Minnesota Tom Emmer ha elogiato il presidente definendolo “un uomo di pace”, anche mentre alcuni esponenti del partito prendevano le distanze dall’affermazione secondo cui gli Stati Uniti “gestiranno” il Venezuela durante la transizione.
Le manifestazioni hanno incluso anche una critica alle deportazioni dei venezuelani residenti negli Usa. “Creiamo guerre e caos e poi deportiamo le persone verso i Paesi che stiamo destabilizzando”, ha dichiarato Olivia DiNucci di Code Pink. A New York, davanti al carcere federale di Brooklyn dove Maduro è detenuto, alcuni manifestanti hanno infine chiesto apertamente la sua liberazione, scandendo lo slogan: “Free Maduro right now”.
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