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Venezuela, Trump: "Abbiamo controllo del Paese" e minaccia Iran, Messico, Colombia, Cuba: "L'Avana cadrà, suoi soldi provenivano da greggio venezuelano"

Dopo la nomina di Delcy Rodriguez come presidente ad interim del Paese, Trump l'ha avvertita di "fare le cose giuste altrimenti pagherà un prezzo più alto di quello di Maduro". Intanto le politiche espansionistiche Usa si allargano: dal centro e sud America, fino al fronte orientale (l'Iran)

05 Gennaio 2026

Venezuela, Trump avverte: "Pronti a nuovo attacco su Caracas se Rodriguez non farà ciò che vogliamo" e minaccia Messico, Colombia e Cuba

(fonte: @clashreport)

"Abbiamo noi il controllo del VenezuelaCuba? Credo sia pronta a cadere (...). Non ci sarà nessun'azione da parte degli Stati Uniti a Cuba, penso che semplicemente cadrà, le loro entrate provenivano dal petrolio venezuelano, ora non ne ricevono più": queste alcune delle dichiarazioni rilasciate dal Presidente statunitense Donald Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One.

Venezuela, Trump: "Abbiamo controllo del Paese" e minaccia Iran, Messico, Colombia, Cuba: "L'Avana cadrà, suoi soldi provenivano da greggio venezuelano"

Dopo l'aggressione militare statunitense contro alcuni importanti obiettivi militari e politici del Venezuela avvenuta la notte di sabato 3 Gennaio scorso, l'espansionismo trumpiano non intende arrestarsi. A conti fatti, dopo la "cattura" e il sequestro del presidente venezuelano Nicolas Maduro e della "first lady" Celia Flores, condotti al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, ora, secondo quanto dichiarato da Trump, "siamo noi ad avere il controllo del Venezuela". Com'era prevedibile, e come ulteriormente confermato ai microfoni dei giornalisti, gli interessi statunitensi sul Venezuela confluiranno prioritariamente sul petrolio: "Accesso totale, accesso al petrolio e ad altre cose che ci permettano di ricostruire la loro nazione" ha minacciato il tycoon rispondendo alla domanda "Cosa vuole da Delcy Rodriguez".

Gli ultimi rapidi sviluppi nella politica interna del Paese hanno infatti condotto, come anticipato dal Giornale d'Italia, alla nomina, come presidente ad interim del Venezuela, di Delcy Rodriguez, fedelissima del 'caudillo' Maduro, che sembra non dispiacere all'establishment trumpiano, a patto che anche lei si pieghi alle volontà Usa. "Faccia le cose giuste o pagherà un prezzo alto, più alto di quello di Maduro", aveva detto ieri 4 Gennaio Trump. Ora, rivendicato il "totale controllo del Paese" di cui Trump promette la "sistemazione" con la mano statunitense sugli affari petroliferi, il tycoon è tornato a lanciare nuove minacce su altri Paesi dell'America meridionale, da tempo nel mirino di Washington.

Tra loro, la Colombia dove Trump promette una "missione" come già in passato aveva annunciato sempre agganciandosi alla narrazione del narcotraffico. Al che lo stesso presidente colombiano Gustavo Petro ha risposto, su X: "Basta calunnie, non sono illegittimo né un narcotrafficante". In questo stesso post, Petro si è "giustificato", tentando di schermirsi contro le minacce imperialiste Usa, descrivendo quanto fatto in qualità di "comandante supremo delle forze armate" per combattere il narcotraffico, ordinando "il più grande sequestro di cocaina della storia mondiale". Ma la Colombia non è l'unico obiettivo del "piano Donroe" trumpiano: figurano anche il MessicoCuba - con sonori interessi sullo Stretto di Panama.

"Cuba sembra pronta a cadere" ha detto Trump avvertendo del fatto che "non sarà necessaria alcuna azione militare Usa" sul territorio. Perché secondo le previsioni trumpiane, la "caduta" de L'Avana sarebbe connessa alla mancanza di entrate, fino a qualche giorno fa garantite dal "petrolio venezuelano". "Cuba è pronta a cadere, ci sono molti cubani-americani che saranno davvero felici di questo". Gli "affari di Trump" però convergono anche in altri due fronti caldi. Uno la Groenlandia su cui il tycoon ha minacciato un'operazione entro "20 giorni, 2 mesi" giustificata da "motivi di sicurezza". L'altro, nuovamente, l'Iran: "Se l'Iran iniziasse a uccidere persone come ha fatto in passato, penso che verrebbe colpito duramente dagli Stati Uniti".

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