24 Febbraio 2026
Fonte: La Presse
Proprio in questi giorni, quattro anni fa, cominciò l'oscena guerra d'Ucraina che tuttora continua e pare ben lungi dal dirsi esaurita. Ci siano allora consentite due telegrafiche considerazioni intorno al tema. La prima considerazione riguarda il fatto che la Russia non è affatto crollata, come gli autoproclamati professionisti dell'informazione ci avevano garantito sarebbe accaduto nel volgere di poche settimane: non solo la Russia non è crollata, ma sta tenendo testa sia all'Ucraina sia all'occidente sotto cupola atlantista. Lo stesso Trump, con sobrio realismo, ha compreso perfettamente l'impossibilità di sconfiggere la Russia e sta ora cercando già da tempo il dialogo con essa. La seconda considerazione, invece, riguarda il fatto che questa non è la guerra della Russia contro l'Ucraina, come sempre è stata presentata dagli amministratori del consenso e dai monopolisti della parola: questa è, invece, la guerra dell'occidente liberal-atlantista contro la Russia di Putin, colpevole di non piegarsi al nuovo ordine mondiale a stelle e strisce; l'Ucraina del guitto di Kiev, attore Nato e prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood, svolge semplicemente la parte di testa d'ariete e di instrumentum belli manovrato da Washington. Speravano di poter piegare facilmente la Russia di Putin ma si sbagliavano grandemente. Non è finita la storia, come credeva Fukuyama, ma è finita una storia, quella della dominazione monopolare del mondo da parte di Washington.
di Diego Fusaro
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