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"Israele ha diritto biblico di prendersi tutto il Medio Oriente, dal Nilo all'Eufrate", le parole choc di Huckabee a Carlson - VIDEO

Bufera diplomatica dopo le parole dell’ambasciatore Usa in Israele sul “diritto biblico” con il Grande Israele: condanne dal mondo arabo e tensioni crescenti in Medio Oriente

24 Febbraio 2026

Il giornalista americano Tucker Carlson ha intervistato l'ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee, che si è lasciato andare a parole choc: "Israele ha il diritto biblico di prendersi tutto il Medio Oriente, dal Nilo all'Eufrate". Il diplomatico si è riferito al piano "Grande Israele", giustificando anche il genocidio a Gaza come "necessario" per riconquistare la terra promessa agli ebrei da Dio.

"Israele ha diritto biblico di prendersi tutto il Medio Oriente, dal Nilo all'Eufrate", le parole choc di Huckabee a Carlson

L’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha scatenato una bufera diplomatica dopo aver dichiarato che “andrebbe bene se Israele prendesse tutto”, riferendosi ai territori compresi tra il Nilo e l’Eufrate. Le parole sono state pronunciate durante un’intervista con Tucker Carlson, che lo incalzava sul presunto “diritto biblico” di Israele a rivendicare le terre promesse ad Abramo nel libro della Genesi.

Le dichiarazioni hanno suscitato dure reazioni da parte della Lega Araba, dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica e dei governi di Egitto, Giordania e Arabia Saudita, che le hanno definite “provocatorie” e in contrasto con il diritto internazionale. Il ministero degli Esteri egiziano ha ribadito che Israele non ha sovranità sui territori palestinesi occupati né su altre terre arabe.

Huckabee, nominato nel 2025 dal presidente Donald Trump, ha successivamente ridimensionato i commenti, definendoli “iperbolici” e negando che Israele stia cercando un’espansione territoriale. Tuttavia, le sue parole si inseriscono in un contesto regionale già teso. Israele mantiene il controllo delle Alture del Golan e prosegue le operazioni militari a Gaza e nel sud del Libano, mentre esponenti del governo, tra cui il premier Benjamin Netanyahu, sono stati accusati di promuovere visioni legate al piano “Grande Israele”.

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