24 Febbraio 2026
"Morte al regime" e "Morte ad Ali Khamenei": le strade di tutta l'Iran sono tornate a riempirsi di giovani manifestanti dopo le maxi-proteste studentesche scoppiate, quattro giorni fa, contro il regime degli ayatollah. Le proteste vedono centinaia di studenti unitisi ai cortei di diverse città del Paese, tra cui Teheran, Mashhad, Isfahan e Yazd. Le proteste hanno coinvolto scuole e università iraniane e si sono registrati scontri violenti tra i dimostranti e e i soldati paramilitari dei pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione Islamica.
Sabato 21 Febbraio a Teheran, studenti universitari si sono mobilitati in occasione del 40esimo giorno dalla morte violenta dei numerosi manifestanti uccisi dalle forze dell'ordine durante le proteste di Gennaio. Ormai, la situazione in Iran è tornata ad essere fuori controllo: al grido di "Morte a tre gruppi corrotti: i mullah, i comunisti e i Mujahedin-e Khalq (MEK)", gli studenti iraniani hanno manifestato presso le Università di Teheran, di Mashhad e, con tutta probabilità sebbene la notizia non sia stata ancora confermata, presso il politecnico Sharif della capitale.
"Senza vergogna, senza vergogna" e "Morte agli ayatollah" hanno urlato i giovani iraniani opponendosi al regime e contribuendo ad aumentare un'instabilità interna già alta, e un clima di tensioni che non accenna ad abbassarsi con le minacce statunitensi di un imminente attacco contro Teheran.
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