05 Febbraio 2026
Giuseppe Castagna, Ceo Banco BPM
Banco BPM archivia l'esercizio 2025 con un utile netto di 2,08 miliardi di euro, superando la guidance e avvicinandosi significativamente ai target previsti per il 2027. Il Gruppo ha registrato ricavi per 5,96 miliardi di euro, in crescita del 4,4%, confermando una solida struttura patrimoniale con un CET1 Ratio pro forma al 13,76%. Alla luce di questi risultati, il Consiglio di Amministrazione ha proposto la distribuzione di un dividendo complessivo di 1,00 euro per azione.
Sulla base di questi risultati, il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea del 16 aprile un dividendo per azione di 1,00 euro. Tale remunerazione comprende un saldo di 0,54 euro, che si aggiunge all'acconto di 0,46 euro già distribuito a novembre 2025, per un payout ratio pari a circa l'80% dell'utile netto.
Il Gruppo ha quasi completato la trasformazione verso un modello "capital light", riducendo la dipendenza dal margine di interesse, che si è attestato a 3.127,5 milioni di euro (-9,1% rispetto al 2024) a causa della riduzione dell'Euribor. La crescita è stata sostenuta dai proventi non da interessi, saliti al 51% del totale, e dalle commissioni nette, che hanno raggiunto i 2.495,3 milioni di euro (+21,4%). Un contributo determinante è arrivato dall'integrazione di Anima Holding, consolidata integralmente dal secondo trimestre 2025, che ha permesso di elevare il peso dell'utile derivante dai comparti Wealth & Asset Management e Protezione dal 35% al 45%.
La struttura patrimoniale si conferma solida con un CET1 Ratio pro forma al 13,76%, posizionandosi 76 punti base sopra la soglia minima del Piano Strategico. Tale risultato è frutto di una rilevante generazione organica di capitale, pari a 194 punti base al netto dei dividendi. Sul fronte dell'efficienza, gli oneri operativi sono scesi a 2.738,9 milioni di euro (-1,7% a perimetro costante), portando il rapporto cost/income al 46%. Tale gestione ha permesso di compensare gli oneri legati al sistema bancario e assicurativo, pari a 9,6 milioni di euro al netto delle imposte.
Il Gruppo ha registrato una qualità del credito ai livelli massimi storici, con un NPE ratio netto dell'1,22% e uno stock di crediti deteriorati lordi sceso a 2,25 miliardi di euro (-21%). Il costo del rischio si è ridotto a 40 punti base, nonostante un portafoglio di circa 300 milioni di NPE sia stato oggetto di accantonamenti in vista di future cessioni. In termini di supporto al territorio, le nuove erogazioni hanno raggiunto i 28,3 miliardi di euro (+33% su base annua), con un incremento del 40% verso i privati e del 30% verso le imprese. Le attività finanziarie totali alla clientela sono salite a 396 miliardi di euro, includendo il contributo di Anima.
Nel corso del 2025, Banco BPM ha erogato 7,6 miliardi di euro in finanziamenti low-carbon e ha innalzato al 40% il peso dei bond ESG nel portafoglio corporate di proprietà. Il profilo di credito ha ricevuto diversi upgrade: Fitch ha portato il rating a BBB, Moody’s a Baa1 e Morningstar DBRS a "BBB (high)". Sul piano tecnologico, il programma .DOT ha favorito l'onboarding digitale per il 30% delle nuove richieste retail, mentre oltre il 53% delle aziende attive utilizza il canale mobile.
Nonostante l'instabilità geopolitica e l'impatto delle nuove normative fiscali della Legge di Bilancio 2026, il management ha confermato l'obiettivo di distribuire un dividendo di 1,00 euro per azione anche per il prossimo esercizio. La strategia punterà sulla resilienza dei ricavi core, sulle sinergie con le fabbriche prodotto e su una gestione rigorosa del rischio. La posizione di liquidità rimane elevata, con riserve per 53,7 miliardi di euro e indici LCR (147%) e NSFR (126%) ampiamente sopra i requisiti normativi.
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