05 Gennaio 2026
A Milano molti grandi progetti edilizi degli ultimi anni sono stati autorizzati con la SCIA, una procedura rapida e meno costosa pensata per interventi limitati, come ristrutturazioni. Secondo la Procura, però, la SCIA sarebbe stata usata anche per grattacieli e interventi molto rilevanti, che avrebbero invece richiesto un piano attuativo più complesso. Per questo sono partite indagini per abuso edilizio e corruzione, con 5 cantieri sequestrati e decine di altri casi sotto esame.
Il problema non è solo penale: usando la SCIA, il Comune avrebbe incassato circa 130 milioni di euro in meno di oneri di urbanizzazione, perché la legge regionale prevedeva uno sconto del 40% per chi usava questa procedura.
Per uscire dallo stallo, il Comune di Milano ha approvato una delibera di Giunta nel novembre scorso che offre agli imprenditori una possibilità: rinunciare alle vecchie SCIA, ripresentare i progetti attraverso un piano attuativo e pagare gli oneri mancanti. In cambio, il Comune promette tempi più rapidi, stimati in circa 7-8 mesi, per il rilascio delle nuove autorizzazioni e la possibilità di sbloccare cantieri fermi o far partire progetti mai iniziati.
Almeno quattro operatori immobiliari hanno già avviato trattative con Palazzo Marino. Tra questi vi sono imprenditori con edifici posti sotto sequestro, soggetti con progetti ancora sulla carta e un gruppo immobiliare coinvolto in una richiesta di rinvio a giudizio, relativo al progetto Hidden Garden di piazza Aspromonte. Secondo indiscrezioni, tra gli operatori che si sono mossi figurerebbero Rusconi e Bluestone. A questi potrebbero aggiungersi a breve altri tre costruttori.
Diversa la posizione dei gruppi con cantieri già sequestrati e procedimenti penali in fase avanzata, che al momento preferiscono attendere l’esito delle sentenze prima di aderire alla proposta.
L’inchiesta della Procura coinvolge complessivamente circa 150 interventi potenziali, con almeno una dozzina di fascicoli aperti oltre ai sequestri già disposti. Il Comune, parallelamente, ha avviato una revisione del Pgt, smantellato la precedente Commissione Paesaggio e sta cercando di riallineare le procedure edilizie alle indicazioni della magistratura.
In questo contesto si inseriscono anche due pronunce giurisprudenziali: la sentenza del Consiglio di Stato del 4 novembre sul caso di via Fauché, che ha ribadito i limiti alle ristrutturazioni, e la decisione della Cassazione del 21 luglio sul Parco delle Cave, che ha riaffermato la centralità della pianificazione attuativa per interventi edilizi di grande impatto.
L’obiettivo del Comune è riallinearsi alle indicazioni dei giudici e riavviare l’attività edilizia, riducendo l’incertezza che oggi blocca la rigenerazione urbana. Come ha dichiarato Federico Oriana, presidente di Aspesi: “La vicenda giudiziaria sarà ancora molto lunga e controversa, ma nel frattempo è necessario sbloccare i cantieri fermi e riprendere l’attività ordinaria di rigenerazione urbana nelle grandi città come Roma e Milano, oggi bloccata dall’incertezza”.
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