21 Febbraio 2026
Regina Corradini D'Arienzo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di SIMEST, in occasione della sesta edizione del Forum in Masseria – Winter Edition, organizzata da Bruno Vespa e Comin & Partners, è stata intervistata da Il Giornale d'Italia.
Dove risiede, secondo lei, la maggior resilienza dei settori italiani nel contesto internazionale?
"La positività dell'Italia che siamo il secondo Paese al mondo con la maggiore diversificazione industriale. La resilienza risiede in quello che noi pensavamo che fosse un punto di debolezza, cioè le PMI; questo l'hanno dimostrato gli anni. Abbiamo tutti, come sistema e come filiere produttive italiane, puntato molto all'internazionalizzazione, non a caso siamo diventati il quarto Paese per export l'anno. La resilienza sta nel fatto che, come sistema Paese sotto la guida del Governo, stiamo facendo tantissimo in termini di rafforzamento e di partenariati con geografie strategiche. Non a caso l'export sta continuando a crescere molto extra UE: stiamo accompagnando le imprese ad avere lì opportunità di business, sia di export, sia di internazionalizzazione".
Quali strumenti di SIMEST saranno centrali nel 2026 per sostenere export e investimenti esteri?
"Dobbiamo diffondere la cultura dell'internazionalizzazione, fare in modo che molte PMI si rafforzino nelle filiere. La prima cosa che noi stiamo facendo sono dei veri e proprio progetti di filiera di impatto; all'interno delle filiere reali dalle medie alle grandi imprese, insieme a tutte le PMI, aiutiamo a crescere le stesse negli investimenti attraverso diversi strumenti di competitività: digitalizzazione, energia e soprattutto capitale umano. Rafforzando quest'ultimo riusciremo a crescere nei contesti internazionali, a trovare business lì e a rendere gli strumenti accessibili. La prima sostenibilità per le imprese è quella economica: noi offriamo finanza agevolata a tasso zero contributo a fondo perduto, credito all'export per dare agli esportatori competitività, proponendo dilazioni e incassando subito il denaro e diventando loro soci all'estero, per gli investimenti da fare. Le PMI fanno parte di una logica di sistema che sicuramente, in un clima di fiducia, rafforzerà ancora di più il nostro posizionamento.
C'è stato un periodo rischioso quando si parlava di dazi, e ciò ha rallentato, posticipato e, in alcuni casi, azzerato gli investimenti. Quello che dobbiamo fare è andare avanti e sempre di più ragionare su geografie strategiche di crescita, sostenendo tutta la filiera. Sugli stessi Stati Uniti, come SIMEST, siamo usciti a metà gennaio con una misura ad hoc che li riguarda. Nonostante i dazi, i numeri parlano chiaro: le nostre esportazioni verso gli USA sono aumentate, nel 2025 del 7,2%. C'è una grande ricerca di Made in Italy. Da qui al 2027, con un gran lavoro europeo e anche italiano, c'è l'accordo di libero scambio, ma la grande capacità del Made in Italy viene scelto dai consumatori finali anche con i dazi; dobbiamo però sempre più essere competitivi. Non ragiono più secondo una logica di prezzo, ma di posizionamento: portare le imprese, soprattutto le PMI, dove ci sono opportunità, creare un clima di fiducia. Fare dunque business, joint venture con imprese locali. L'attenzione è rivolta alle oppurtunità del sistema e delle filiere, più che ai rischi; all'interno del gruppo Cassa Depositi e Prestiti ci stiamo molto concentrando su questo".
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