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CdA MPS, predisposta long list da 30 nomi, con Maione e Lovaglio per il bis; Danish compromise per Generali verso l'ok da BCE ed EBA

La lista ufficiale del CdA dovrà essere depositata entro il 6 marzo; ci sarà, successivamente, una finestra di ulteriori dieci giorni per la presentazione di eventuali liste alternative- confermate le anticipazioni de Il Giornale d'Italia

20 Febbraio 2026

CdA MPS, predisposta long list da 30 nomi, con Maione e Lovaglio per il bis; danish compromise per Generali verso l'ok da BCE ed EBA

Luigi Lovaglio, Ceo MPS sx; Nicola Maione, Presidente del CdA MPS dx

Il Board di Monte dei Paschi di Siena sta lavorando su una "long list" di trenta profili, la quale verrà, poi, scremata fino a una "short list" di venti nomi nelle prossime due settimane. La procedura per la composizione del nuovo board vede il rinnovo del presidente Nicola Maione e dell'AD Luigi Lovaglio- confermate le anticipazioni de Il Giornale d'Italia.Parallelamente alla definizione della governance, si punta al mantenimento del Danish Compromise tra Mediobanca e Generali, previo via libera tecnico da parte di BCE ed EBA.

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Il rinnovo del consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena, previsto per l'assemblea del prossimo 15 aprile, inizia a delineare i suoi contorni definitivi. Nonostante le recenti turbolenze giudiziarie legate all’inchiesta della Procura di Milano sul presunto "concerto", l'orientamento del board punta con decisione sulla stabilità, per cui sia l’amministratore delegato Luigi Lovaglio che il presidente Nicola Maione faranno parte della lista che il consiglio uscente presenterà ufficialmente.

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Il Processo di selezione

Il processo di selezione è entrato nella fase cruciale durante la riunione fiume del 19 febbraio. Il consiglio, guidato da Maione e supportato dal responsabile del comitato nomine Domenico Lombardi, sta lavorando su una "long list" di trenta profili, che verrà scremata fino a una "short list" di venti nomi nelle prossime due settimane. L'obiettivo è trovare un equilibrio solido tra la conferma degli amministratori attuali (si stima una riconferma tra il 50% e il 66% dei componenti) e l'inserimento di nuove figure di alto livello provenienti dal settore bancario. In questo contesto, sono state fondamentali le consultazioni con i grandi azionisti, in particolare con Delfin e Caltagirone, che insieme controllano circa il 28% del capitale della banca senese.

Il ruolo di Assogestioni

Il calendario per la definizione della governance è serrato. La lista ufficiale del cda dovrà essere depositata entro il 6 marzo, ovvero 40 giorni prima della data fissata per l'assemblea dei soci. Successivamente, ci sarà una finestra di ulteriori dieci giorni per la presentazione di eventuali liste alternative. In questo scenario è attesa la mossa di Assogestioni, l’associazione dei fondi che attualmente occupa tre seggi all'interno del consiglio di Rocca Salimbeni.

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Il nuovo Piano Industriale e l'integrazione con Mediobanca

Parallelamente al rinnovo dei vertici, l'attenzione del mercato è rivolta a venerdì 27 febbraio, data in cui verrà svelato il nuovo piano industriale. Il documento approfondirà i dettagli tecnici della fusione tra Mediobanca e Mps, operazione già approvata dal board di Siena. Il fulcro del progetto ideato da Lovaglio ruota attorno a Mediobanca Premier: è in questa realtà che confluiranno le attività di Corporate & Investment Banking (CIB), il Private Banking e, soprattutto, la partecipazione del 13,2% in Generali. Questa architettura societaria è stata pensata strategicamente per sfruttare l'attuale licenza di Premier, evitando così il rallentamento burocratico di nuove procedure autorizzative.

L'incognita regolatoria del Danish Compromise

Un punto importante dell'operazione riguarda il trattamento patrimoniale della quota in Generali. Storicamente, Mediobanca ha beneficiato del cosiddetto "Danish Compromise", una norma del regolamento CRR che garantisce uno sconto sull'assorbimento di capitale per le partecipazioni assicurative. La nuova situazione, tuttavia, non dovrebbe avere impatti negativi: secondo quanto raccolto da Il Giornale d’Italia, la partecipazione nel Leone rimarrà stabilmente nel perimetro di Mediobanca. L’integrazione è stata infatti studiata meticolosamente da Lovaglio e dal suo team proprio per essere "neutra" dal punto di vista patrimoniale, prevenendo eventuali contraccolpi derivanti da una disapplicazione del regime agevolato per la nuova entità.

Il Gruppo è in attesa ora di ottenere il via libera definitivo da BCE ed EBA: le autorità di vigilanza dovranno confermare se i benefici del Danish siano trasferibili e applicabili alla nuova struttura guidata da Montepaschi. L'ottimismo del management poggia su un dato di fatto: il gruppo si è notevolmente rafforzato sul lato bancario, riducendo proporzionalmente il peso delle attività assicurative. In questo contesto, risulterebbe difficile per il regolatore imporre regole patrimoniali stringenti su una partecipazione che incide oggi in misura minore sul profilo di rischio complessivo del gruppo.

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