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Luongo (Arma dei Carabinieri):"La nostra amministrazione investirà molto sui giovani, perché le loro idee sono creative, importanti e sono quelle che potranno trainare l'arma nel futuro"

Il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione dell'evento di inaugurazione dell'anno accademico 2025/2026 della Scuola Ufficiali Carabinieri

20 Febbraio 2026

Salvatore Luongo, comandante generale dell'Arma dei Carabinieri è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione dell'evento di inaugurazione dell'anno accademico 2025/2026 della Scuola ufficiali Carabinieri.

Quali saranno le linee programmatiche e le priorità formative del nuovo anno accademico?

Si fonderanno sostanzialmente sull'innovazione, che non è solo una sfida tecnologica, ma anche un modo di pensare. Sempre nell'ottica della nostra duplicità di forza di polizia a competenza generale e di forza armata nell'assolvimento dei compiti militari che ci vengono dedicati. In quest'ottica la nostra amministrazione investirà molto sui giovani, perché le loro idee sono creative, sono importanti e sono quelle che potranno trainare l'arma nel futuro.

Il ministro ha detto che l'arma dei Carabinieri è un pilastro dello Stato. Un commento su questa affermazione?

Il ministro ha detto quello che tutti gli Italiani pensano. L'arma dei carabinieri è da sempre non solo un baluardo di legalità, ma principalmente è una porta della speranza per quelle persone che si trovano in difficoltà, grazie a questa sua vocazione di vicinanza, di prossimità e di rassicurazione sociale.
Il Comandante Generale, Salvatore Luongo, durante l'inaugurazione dell'anno accademico 25/26 della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, ha rivolto un pensiero commosso ai Carabinieri caduti e feriti nell’adempimento del dovere, esprimendo ancora una volta riconoscenza e vicinanza alle loro famiglie. L’attenzione si è quindi concentrata sull’attuale scenario geopolitico, caratterizzato da conflitti armati, tensioni economiche, emergenze climatiche e minacce multidominio. Sul fronte interno, accanto alle manifestazioni tipiche della delinquenza comune, incidono il crimine organizzato e l’attivismo del fronte eversivo.
Rivolgendosi agli Ufficiali Allievi, ha poi concluso esortandoli a fondare il proprio servizio su etica, responsabilità e senso del dovere, ricordando loro che “la missione dell’Arma è essere credibile verso l’esterno per generare fiducia nei cittadini. Ma la credibilità si costruisce partendo dall’interno, là dove ogni giorno si vive il servizio. Nasce dalla fiducia reciproca tra militari, dalla trasparenza dell’agire, dalla coerenza. Quando questa fiducia è salda tra di noi, allora diventa forza comune che si irradia verso l’esterno e raggiunge le strade, le case, le comunità, diventando lo sguardo protettivo dell’Arma all’interno delle famiglie italiane”.

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