19 Febbraio 2026
Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, ha rilasciato un'intervista a Il Giornale d'Italia in occasione della conferenza sull'idrogeno in Italia, presentata a Milano e realizzata dal Research Department di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con H2IT – Associazione Italiana Idrogeno, nell’ambito del Memorandum of Understanding tra H2IT e Intesa Sanpaolo Innovation Center. De Felice ha approfondito la tematica dell'evento e ha espresso la sua opinione sulle questioni politico-economiche più accese del momento.
Quale è la questione più significativa emersa dalla ricerca?
La tematica molto importante è quella del fabbisogno energetico, bisogna capire come far fronte ad un fabbisogno sempre crescente, sia per via dei processi di elettrificazione e di riduzione del peso del fossile, sia a causa dei data center, dell'intelligenza artificiale, sono strumenti utilissimi, ma che consumano una enorme quantità di elettricità. Le rinnovabili certamente sono importanti, però credo dobbiamo pensare, come hanno fatto altri Paesi, anche a quanto l'idrogeno possa soddisfare il fabbisogno energetico dell'Italia. L'Italia ha un deficit in termini di costo dell'energia, più che un deficit è uno svantaggio competitivo rilevante perché l'energia in Italia costa molto più rispetto alla Francia che ha il nucleare, o rispetto alla Spagna e anche rispetto alla Germania che ha fonti energetiche molto tradizionali. In linea più generale discutiamo di questo, del grande tema dell'energia e dei bisogni delle imprese da soddisfare
Ci può parlare della collaborazione fra Intesa Sanpaolo e l'Osservatorio?
Per quanto riguarda la Fed, qualche previsione?
Il nuovo presidente si insedia a maggio, Kevin Warsh è una persona di talento, ha lavorato con la comunità finanziaria per conto della Fed ai tempi di Ben Bernanke, è difficile prevedere un ribasso dei tassi rapido. Nella nostra previsione abbiamo due tagli, ciascuno da 25 punti base nel secondo semestre di quest'anno
Stiamo vivendo in un panorama geopolitico abbastanza acceso. Secondo lei un eventuale conflitto in Iran potrebbe avere ripercussioni nell'ambito economico? E se sì, di quale tipo?
Dipende molto da come eventualmente scoppiano questi conflitti, i mercati oggi si sono adattati al fatto di avere continui conflitti, perché non vedono un rischio sistemico, un rischio che porti ad una recessione globale o a una forte impennata dei prezzi. Certo, è un equilibrio che presenta alcuni elementi di fragilità, ma non vedo sinceramente grossi rischi nel breve periodo.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia