19 Febbraio 2026
Guido Crosetto, Ministro della Difesa è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione dell'evento di inaugurazione dell'anno accademico 2025/2026 della Scuola Ufficiali Carabinieri.
Ministro, ha visto Umerov stamattina?
Sì ho visto lungamente Umerov e la sua delegazione. Abbiamo parlato dei passi avanti in questa difficilissima trattativa. Lui sa di poter contare totalmente sull'Italia per tutto ciò che può servire in questo percorso difficile. Non l'ho trovato pessimista, ecco non voglio dire diversamente, ma sicuramente non pessimista o comunque meno pessimista di altre volte. Per tale motivo spero che alla fine si possano fare i passi concreti avanti verso un cessate il fuoco e poi verso la pace.
È preoccupato per la vicenda in Iran?
Siamo tutti preoccupati per ciò che succede in Iran e per ciò che può succedere poi in Iran. Siamo ancora nella fase della pressione affinché l'Iran faccia le scelte che tutto il mondo auspica.
In che modo la trasformazione tecnologica e le nuove minacce ibride stanno cambiando l'approccio della difesa?
Le minacce ibride più che cambiare la difesa stanno cambiando il nostro mondo. Nel senso che, la pervasività delle minacce ibride non riguarda soltanto la parte difesa o militare ma riguarda la nostra vita quotidiana e quindi la possibilità che ogni giorno, dal mattino alla sera, la banca che utilizziamo non sia più utilizzabile o la pensione che deve arrivarci non ci arrivi più. Quindi è una guerra costante, quotidiana, che viene combattuta dagli Stati contro degli attori internazionali ostili. Ma dovremmo abituarci nel mondo in cui viviamo.
Ministro, all'inaugurazione del nuovo anno accademico lei ha definito i carabinieri un pilastro dello Stato?
Lo sono. Non perché lo dico io, ma perché chiunque di noi, chiunque di voi che mi sta intervistando o chiunque sia a casa quando un problema o ha paura cosa fa? Cerca i carabinieri o chiama i carabinieri. E questo significa che sono percepiti da ogni cittadino italiano come un presidio di legalità, di sicurezza e come un aiuto. Comunque, non si chiamano soltanto se si hanno problemi o paura perché c'è un ladro o un malvivente. Io mi commuovo quando vedo che un anziano che non ha da mangiare e non sa chi chiamare chiama la stazione dei carabinieri. Vuol dire che sono percepiti non soltanto come presidio di sicurezza, ma anche presidio di umanità. E questo è il motivo per cui ci vengono richiesti in Palestina o in tutto il mondo, quando bisogna formare delle forze di polizia in contesti difficili, perché se si è formati dai carabinieri si è formati con umanità.
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