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Green pass, sfogo di Fusaro sul divieto di acquistare beni non essenziali: "Misure abominevoli"

Tra i primi a criticare il divieto di acquisto di beni non essenziali a chi è sprovvisto di Green pass c'è il filosofo Diego Fusaro, che ha definito "abominevoli" le misure inserite nel nuovo Dpcm

21 Gennaio 2022

Green pass, sfogo di Fusaro sul divieto di acquistare beni non essenziali: "Misure abominevoli"

Fonte: lapresse.it

Diego Fusaro si scaglia contro il divieto di acquisto dei beni non essenziali a chi è sprovvisto del Green pass, come previsto dall'ultimo Dpcm del governo. Per il filosofo il provvedimento è infatti una misura "abominevole" e "indegna di un Paese civile". Parole pesanti, che però descrivono forse più di tanti articoli di giornale la piega draconiana che hanno preso le misure anti contagio dell'esecutivo Draghi, non molto diverse da quelle del suo predecessore. Quella sul divieto d'acquisto dei beni non essenziali è solo l'ultima restrizione in ordine di tempo nei confronti dei cosiddetti no Green pass, categoria di persone ormai sempre più esigua ma al tempo stesso per il governo sempre più pericolosa.

Divieto di acquistare beni non essenziali, parla Fusaro

"Misure abominevoli, indegne di un Paese civile", così Diego Fusaro apostrofa l'ultimo Dpcm in un tweet pubblicato nella mattinata del 21 gennaio. Soltanto un'ora prima aveva commentato la recente escalation di restrizioni anti Covid spiegando come, a suo dire, grazie all'emergenza sanitaria "sono riusciti a trasformare i nostri diritti in minacce per la salute altrui. Sicché non stanno togliendo diritti, ma minacce per la salute altrui. Nell'oltretomba, non v'è efferato dittatore del 900 che non stia prendendo appunti".

Con il nuovo Dpcm, la cui firma è prevista per oggi, le persone sprovviste di Green pass potranno sì recarsi al supermercato ma soltanto per acquistare i cosiddetti beni essenziali. Via libera dunque agli alimentari ma stop a mutande, articoli di cancelleria, giochi per bambini, lucido per le scarpe e financo assorbenti, non essendo questi classificati nel nostro Paese come beni di prima necessità. Un paradosso che sembra essere la replica di quanto avvenne durante la prima ondata di coronavirus nel 2020, quando alcuni supermercati transennarono interi reparti per impedire l'acquisto di prodotti considerati "superflui".

Al di là della legittimità o meno del provvedimento, restano perplessità su come sarà possibile far rispettare una norma di questo tipo in tutti i supermercati sul territorio nazionale. Nel decreto viene spiegato che verranno effettuati dei controlli a campione, da parte dei titolari dei negozi, per evitare che la norma possa essere aggirata.

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