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Daniele Del Giudice, causa morte dello scrittore: si era vaccinato?

Qual è la vera causa della morte dello scrittore scoperto da Italo Calvino Daniele Del Giudice? Sì, si era vaccinato contro il Covid, ma, che i soliti complottisti ne dicano, il vaccino non c'entra

02 Settembre 2021

Chi è Daniele Del Giudice malattia, libri, moglie, salute: tutto sullo scrittore

Fonte: twitter

Daniele Del Giudice, lo scrittore scoperto da Italo Calvino, è passato a miglior vita, ma la causa della sua morte non riguarda il fatto che si fosse vaccinato contro il Covid, come qualcuno sta asserendo. Lo scrittore è infatti morto a causa di una terribile malattia di cui per il momento si sa poco, dato che la famiglia sta mantenendo il massimo riserbo. Da tempo del Giudice soffriva inoltre del morbo di Alzheimer. Malattia, quest'ultima, che lo ha indebolito contribuendo a portarlo via all'età di 72 anni. 

Daniele Del Giudice, causa morte dello scrittore: si era vaccinato?

Proprio il morbo di Alzheimer è infatti tra le cause della morte di Del Giudice. Una malattia che lo stava facendo soffrire da molto tempo. Eppure, ormai lo sappiamo, alla morte di una qualunque personalità famosa, il web - o almeno una parte di esso - si affanna a cercare possibili legami con il vaccino contro il Covid, che quasi mai ci sono o ci sono stati. Era successo con Raffaella Carrà, con Gino Strada e perfino con Mara Venier, quando quest'ultima era semplicemente stata ricoverata in ospedale per un mal di denti. Quindi è bene chiarirlo subito. Daniele Del Giudice, che pure si era vaccinato contro il Covid, non è morto a causa del siero. Tanto più che lo scrittore, a quanto risulta, e data la sua età e i suoi problemi di salute, era stato tra i primi a ricevere la sua dose di vaccino.

Lo scrittore, a cui si devono decine di libri di successo, tra cui Lo stadio di Wimbledon, Atlante occidentale, Orizzonte mobile, In questa luce e Mania avrebbe ricevuto il premio Campiello alla carriera il prossimo sabato 4 settembre. Solo l'ultimo di numerosi premi ricevuti e meritati. Nel corso della sua carriera, ha infatti ottenuto vari riconoscimenti fra i quali il Premio letterario Giovanni Comisso nel 1985, il Premio Bergamo nel 1986 e, per due volte, nel 1994 e 1997, è stato selezionato per il Premio Campiello. I suoi lavori sono stati tradotti in varie lingue. Nel giugno 2014 gli era stato concesso un assegno straordinario vitalizio in base alla Legge Bacchelli.

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