23 Gennaio 2026
Luigi Cantamessa, Presidente della Fondazione FS Italiane, ha rilasciato un'intervista a Il Giornale d'Italia presentando le novità del 2026 e i progetti in campo.
Cosa ci dice a riguardo dei 140 anni della Novara-Varallo?
Una ferrovia bellissima, verde come la Valsesia che poteva essere completamente abbandonata quando nel 2011 circolò l'ultimo treno e invece l'abbiamo mantenuta attiva. I binari e le stazioni sono ancora lì, dopo 140 anni in perfetto stato, pronte per prendere quel turismo di ritorno, il turismo della quiete che cerca nel Sacro Monte o, proseguendo oltre Varallo, verso Alagna, la bellezza delle montagne piemontesi. Quest'anno nel 140° a settembre grandi festeggiamenti, raduno di rotabili storici che hanno fatto la storia delle nostre ferrovie, una maggiore frequenza sui treni turistici che percorrono la linea utilizzando anche delle automotrici che fino a pochi anni fa trasportavano pendolari e oggi, invece, con una nuova funzione portano turismo
Quali sono i progetti del 2026?
Nel 2026 la Fondazione Ferrovie dello Stato consolida il proprio perimetro e lo amplia. Il nuovo segmento dei treni, una volta chiamati bianchi e che oggi sono i treni per il turismo religioso, hanno una nuova giovinezza. Sono convogli lunghissimi pronti per il trasporto notturno, per le persone non deambulanti, per offrire pasti a bordo e che partiranno da quasi tutta l'Italia diretti a Lourdes. Tradizionalmente questo convoglio era per gli ammalati, per i pellegrini in gruppi. La novità di quest'anno è che sarà possibile, in alcuni date pubblicate sul nostro sito, acquistare il singolo biglietto. Con treni turistici italiani sarà possibile andare da Roma a Lourdes per visitare la grotta o invece, per chi preferisce percorsi verdi, inerpicarsi in quell'autentica meraviglia che sono i Pirenei
Quando ci sarà il treno per Mosca?
Ma il treno per Mosca è qualcosa che è rimasto nel nostro cuore. Da Nizza a Mosca, instradato prima via Brennero e poi via Tarvisio. Oggi, purtroppo, la situazione geopolitica ha ripristinato di fatto la cortina, ma quello che ci deve far pensare è che davvero fino a cinque anni fa si poteva comprare un Milano Rogoredo-Mosca. Io mi auguro di poterlo fare perché la pace ritorni. In più, se pensassimo anche al ruolo dell'ingegneria ferroviaria europea e direi est europea c'era la cortina di ferro, il muro degli opposti estremismi eppure c'era la carrozza Roma-Mosca, Torino-Stalingrado. Erano carrozze dirette, venivano sollevate, cambiati i carrelli e poi c'era la nuova tecnologia dei carrelli che allargavano lo scartamento per poter adattare lo scartamento standard europeo a quello largo russo. Così si era fatta, da un punto di vista ferroviario, una sorta di unità euroasiatica che purtroppo questo sconvolgimento che stiamo vivendo ha per il momento fatto cessare.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia