25 Marzo 2024
Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL, in occasione del 74° anniversario del Sindacato, ha dichiarato a Il Giornale d'Italia:
"Ci troviamo in un momento particolare per il nostro Paese. In Europa ci sono venti di guerra che preoccupano e anche il terrorismo si è riaffacciato con degli allarmi che ci sono stati proprio oggi nel nostro territorio. È un periodo preoccupante e lo affrontiamo però come abbiamo sempre fatto: con la determinazione e la certezza di dover lavorare per chi ha lavorato, per chi lavora e per chi vorrebbe lavorare, per coloro che sono la parte più fragile di questa di questa società. Lo facciamo con un tour che è iniziato a a Roma venti giorni fa, ha toccato tutte le regioni d'Italia per arrivare a concludersi qui a Milano. Al fine di spiegare che la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese è la rivoluzione che noi ci aspettiamo ed è l'occasione, l'applicazione dell'articolo 46 della Costituzione, di costruire un nuovo patto sociale tra capitale e lavoro, dichiarando finita la lotta di classe. Ecco, questa è la nostra speranza, questo è il nostro auspicio".
Sicurezza sul lavoro, come si interviene su questo?
"Sulla sicurezza del lavoro, che è il nostro tema ormai da troppi anni, abbiamo delle idee precise. Abbiamo partecipato agli incontri con il Governo, non solo con questo Governo, con la ministro Calderoni nelle ultime due settimane e abbiamo proposto l'esigenza di avere un'unica agenzia di controllo. Oggi i soggetti che controllano l'applicazione delle regole sulla sicurezza sono lo SPRAR, l'ASL, i Carabinieri, il Ministero del lavoro, l'INPS e l'INAIL. Tanti soggetti che insieme non riescono a coordinarsi. Allora un'agenzia unica di controllo può essere un primo provvedimento. Il secondo provvedimento, quello veramente importante è insegnare la sicurezza all'interno almeno del secondo ciclo scolastico, perché avere studenti che finiscono il loro ciclo scolastico e che possono diventare lavoratori o imprenditori, dare a loro la stessa consapevolezza di quanto è importante la sicurezza sui luoghi di lavoro credo che sia uno degli interventi che nel lungo termine può risolvere. Ci sono da inasprire probabilmente le pene ma, noi, preferiamo la prevenzione all'inasprimento delle pene dopo e intervenire ex post purtroppo comporta che il danno si è già creato. Considerate che abbiamo oltre 550.000 incidenti sui luoghi di lavoro e di cui in genere ogni anno 1300 letali".
L'Italia è uno dei paesi con la più ampia forbice di salario tra i manager e i livelli più bassi. Si sta facendo qualcosa per eliminare questo problema?
"A me non interessa tanto quanto prendono i manager, a me interessa quanto possano prendere i lavoratori. Nel nostro Paese negli ultimi trent'anni l'hanno verificato tutte quante le statistiche, le abbiamo fatte noi col Censis, le ha rese note anche l'Istat. C'è stato negli ultimi trent'anni una perdita di potere d'acquisto del 5% sul montante stipendio dei lavoratori. I nostri colleghi francesi e tedeschi, tanto per avere due esempi omogenei, hanno avuto nello stesso periodo più del 35% di maggiorazione del potere d'acquisto, quindi vuol dire che paghiamo lo scotto di un costo del lavoro troppo alto. Ha fatto bene il Governo a tagliare il cuneo fiscale, come era una nostra richiesta già presentata ai Governi precedenti anche al Governo Draghi. Devo dire che il Governo Meloni è intervenuto comunque con un taglio sostanziale che ha restituito almeno ai redditi fino a 35.000€, importi fino a 100€ mensili. Questa deve diventare secondo noi un provvedimento strutturale, ma deve far riflettere sul costo del sul costo del lavoro: è troppo alto nel nostro Paese e lo paghiamo soprattutto noi lavoratori".
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