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Mps, incertezza sulla posizione di Lovaglio, il CdA rinvia al 28 gennaio le scelte sulla governance in vista dell’assemblea del 15 aprile

Oltre alle nomine, il Cda deve definire il nuovo piano industriale dopo l'operazione su Mediobanca; Lovaglio conta attualmente sul sostegno di Delfin e del Ministero dell'Economia, mentre resta incerta la posizione del gruppo Caltagirone

23 Gennaio 2026

Mps, Lovaglio in bilico tra i soci; rinvio al 28 gennaio per sciogliere il nodo governance verso il voto del 15 aprile

Luigi Lovaglio, Ceo Monte dei Paschi di Siena

Il destino di Luigi Lovaglio alla guida di Monte dei Paschi resta congelato. Il Consiglio di Amministrazione ha fatto slittare a mercoledì 28 gennaio la definizione delle regole per la lista dei candidati in vista dell' assemblea per il rinnovo delle cariche, già fissata per il prossimo 15 Aprile.

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Incertezza sui vertici senesi

Il posizionamento di Luigi Lovaglio all'interno del futuro organo amministrativo di Montepaschi resta un nodo irrisolto. Durante la seduta di giovedì 22, il board guidato da Nicola Maione non ha trovato un accordo definitivo sulle norme che regoleranno la formazione della lista dei candidati. Con l’assemblea per il rinnovo delle cariche già fissata per il prossimo 15 aprile, la necessità di stabilire procedure chiare è diventata una priorità assoluta.

La proposta del comitato nomine

Il gruppo di lavoro coordinato da Domenico Lombardi ha suggerito di tenere Lovaglio lontano dalla fase di stesura della lista dei nomi. Sebbene questa mossa non escluda ufficialmente una sua riconferma come amministratore delegato, diversi analisti interpretano l'iniziativa come un segnale di distacco. Sullo sfondo pesano le frizioni con il Gruppo Caltagirone, che detiene una quota superiore al 10%, emerse con forza durante il periodo estivo.

Tutela legale e indagini

La decisione di limitare il ruolo del CEO sarebbe supportata dai pareri legali dei professionisti Roberto Sacchi e Nicola Apa. Il tema centrale riguarda l'inchiesta della Procura di Milano sulla scalata a Mediobanca, che ipotizza un accordo non dichiarato tra i soci Delfin e Caltagirone, coinvolgendo lo stesso Lovaglio. Isolare l’attuale AD dal dialogo con i grandi investitori, anch'essi sotto esame, avrebbe lo scopo di proteggere la regolarità delle procedure di governance e di preservare l’istituto senese da possibili contestazioni giuridiche.

Sospensione e nuovi rinvii

Il clima durante l’ultima riunione è apparso particolarmente teso, spingendo il presidente Maione a mettere in pausa il confronto. L'obiettivo è approfondire gli aspetti normativi per arrivare a una formalizzazione delle regole che sia condivisa e trasparente. Il consiglio si riunirà nuovamente mercoledì 28 gennaio, poco prima dell'appuntamento del 4 febbraio, data in cui i soci dovranno votare le modifiche allo statuto, ancora in attesa del via libera da parte della Banca Centrale Europea. Questo clima di attesa ha rallentato l'intera macchina operativa. Il calendario però non concede deroghe, poiché la lista del consiglio deve essere presentata entro il 5 marzo, ovvero quaranta giorni prima della data elettorale.

Strategia industriale e consensi

Oltre alle nomine, il consiglio deve definire il nuovo piano industriale dopo l'operazione su Mediobanca. La solidità di questa strategia sarà determinante per la conferma di Lovaglio, che attualmente conta sul sostegno di Delfin e del Ministero dell'Economia. Anche esponenti del governo, come il vicepremier Salvini, hanno espresso valutazioni positive sui risultati finora ottenuti dalla guida attuale. Resta invece enigmatica la posizione di Caltagirone. Nonostante le speculazioni della stampa internazionale su una rottura definitiva, il costruttore ha recentemente chiarito di non aver avuto contatti diretti con Lovaglio per diverso tempo. Caltagirone ha inquadrato la situazione attuale come una normale dinamica interna al consiglio, impegnato a risolvere questioni urgenti come il piano industriale richiesto dalla BCE e la composizione dei futuri vertici della banca.

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