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Tangenziale di Napoli, Massa: "Previsti interventi su tutti i viadotti e l'installazione di colonnine per la ricarica rapida"

Luigi Massa, Ad di Autostrade Meridionali S.p.A e Tangenziale di Napoli. : "Il Piano arriva dopo 50 anni dalla nascita di Tangenziale di Napoli". L'intervista a Il Giornale d'Italia

04 Luglio 2022

Luigi Massa, Amministratore Delegato di Autostrade Meridionali S.p.A. e Tangenziale di Napoli, ha spiegato a Il Giornale d'Italia

"È un momento particolare per Tangenziali di Napoli, questo piano di ammodernamento arriva dopo 50 anni dalla sua nascita. Esattamente l’8 luglio di 50 anni fa veniva aperto il primo tratto della Tangenziale.

Negli ultimi due anni, insieme all’Università di Napoli, abbiamo studiato lo stato di salute dell’infrastruttura e abbiamo messo in atto progettazioni per adeguarlo alle più moderne norme sulle costruzioni, insieme al Ministero delle Infrastrutture. Abbiamo previsto interventi su tutti i viadotti, in particolare su quelli che oggi sono soggetti a limitazioni di carico, come nella zona Vomero e l’uscita di Via Cilea e il viadotto Arena Sant’Antonio.

Cominceremo tra qualche settimana gli interventi anche sulle gallerie e quelli di messa a norma relativamente agli impianti più moderni per l’antincendio per dare una nuova vita alle gallerie. Accompagneremo questi interventi di natura strutturale con tecnologie e interventi green. Inoltre, verranno installate colonnine per la ricarica rapida sull’infrastruttura da Free To X.

Il piano di ammodernamento di Tangenziale si inserisce nel più grande progetto di ammodernamento che sta portando avanti Autostrade per l’Italia, in cui faremo una serie di interventi che vanno all’insegna della trasformazione ecologica. Tra questi, inserimenti di verde nelle aree lasciate libere dalla costruzione e pannelli fotovoltaici per rendere autonoma la gestione della stessa infrastruttura.

L’investimento complessivo ammonta a circa 150 milioni, che saranno spesi nei prossimi 4 anni. Questo è solo l’inizio del più complesso intervento, perché molti interventi sono sotto sperimentazione e sotto la vigilanza del Ministero e con l’ausilio dell’Università, soprattutto quelli tecnologici che riguardano la riconversione ecologica".

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