20 Marzo 2026
"Se gli Stati Uniti entreranno in guerra contro l'Iran nel prossimo futuro, non sarà perché Teheran minaccia effettivamente l'America, ma perché Israele e la sua potente lobby negli Usa sono riuscite ad imporlo". Era il 2014 quando Philip Giraldi, ex ufficiale della CIA, editorialista ed analista di intelligence, anticipava così lucidamente lo scenario di un conflitto bellico tra Usa ed Iran nell'immediato futuro.
Quelle dichiarazioni, rilasciate dodici anni fa al National Press Club, hanno resistito, secondo alcuni, alla prova del tempo, fornendo non solo un'anticipazione di quello che sta accadendo ora nella regione mediorientale, ma confermando una volta ancora lo stretto laccio che unisce interessi statunitensi a lobby israeliane. Per Giraldi, il piano di un futuro conflitto contro Teheran si sarebbe basato sulla presunta "minaccia iraniana" solo a scopo legittimante: nella realtà, a spingere per una guerra estesa sarebbero stati gruppi di lobbying israeliani e filo-israeliani ben radicati negli Stati Uniti. Evidenze già fatte emergere, più recentemente, da un altro ex numero uno della CIA, John Kiriakou: l'alleanza Usa-Israele sarebbe radicata non solo nelle campagne politico-elettorali, ma a livello della stessa politica estera, così come in organizzazioni fondamentali. Tra queste, le fonti parlano di organizzazioni come l'American Israel Public Affairs Committee, che giocherebbe un ruolo cruciale nel guidare le decisioni statunitensi in materia di Medio Oriente.
Philip Giraldi, a distanza di anni, non fa che ricordare circostanze attuali in buona parte già avvalorate da personaggi americani di spicco come Joe Kent, ex capo del Centro Nazionale Antiterrorismo dimessosi dopo aver criticato l'entrata in guerra degli Usa contro Teheran. Anche lui, motivando pubblicamente la motivazione alla base delle dimissioni con una lettera, scriveva: "Non posso in coscienza appoggiare la guerra in corso in Iran. l’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione". Philip Giraldi ha più volte criticato la politica estera statunitense in Medio Oriente, soprattutto in relazione a Israele.
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