19 Marzo 2026
"A Giugno, nell'Ala Ovest. Mi ha guardato negli occhi e ha detto: 'Joe, impediscici di entrare in guerra con l'Iran'. E poi, all'improvviso, viene assassinato pubblicamente". Sono queste alcune delle dichiarazioni scioccanti rese al The Tucker Carlson Show da Joe Kent, l'ormai ex capo dell'NCTC (il National Counterterrorism Center negli Usa) che lo scorso 17 Marzo ha rassegnato le sue dimissioni in segno di protesta contro la scelta trumpiana di entrare in guerra contro l'Iran. Charlie Kirk, l'ex attivista politico vicino agli ambienti MAGA e filo-trumpiano, assassinato pubblicamente durante un comizio alla Utah Valley University, sapeva tutto: sapeva che sarebbe scoppiato un conflitto in Iran, al punto da chiedere allo stesso Kent di "impedire l'ingresso Usa in guerra".
Intervistato ieri sera, mercoledì 18 Marzo, dall'ex conduttore di Fox News Tucker Carlson nel suo show online, Joe Kent ha rilasciato dichiarazioni esplosive. Non solo ribattendo su una questione ormai nota, ammessa da molti, ovvero il fatto che l'America sia entrata in guerra in Medio Oriente su pressing israeliano, senza peraltro valido motivo, dal momento che non vi è alcuna prova dell'esistenza di pericoli imminenti da parte iraniana. Ma focalizzandosi sulla controversa figura di Charlie Kirk, fondatore di Turning Point USA che prima di morire sollecitò affinché Washington non prendesse tale decisione.
Ma non solo. Kirk, "uno dei più stretti consiglieri del presidente Trump, che stava spingendo con forza affinché non andassimo in guerra con l’Iran e per ripensare almeno il nostro rapporto con gli israeliani, è stato improvvisamente assassinato in pubblico e ci è stato detto di non fare domande su questo". Kent non ci gira intorno: Kirk era riluttante all'idea della guerra contro l'Iran voluta da Israele, e tentò di opporsi, ma venne "assassinato pubblicamente". Da allora, spiega Kent, l'indagine dell'NCTC sulla morte di Kirk venne ostacolata. E ostacolata fu anche l'indagine su messaggi che rivelavano pressioni verso Kirk da parte di donatori filo-israeliani. "Non ci è stato permesso di indagare. Ma c'erano ancora molte cose da analizzare, che non posso rivelare qui" ha confessato Kent da giorni ormai nell'occhio del ciclone per aver lasciato la sua posizione di comando al Centro.
Attualmente, secondo quanto riportato da fonti americane, Joe Kent si trova sotto indagine dell'FBI con l'accusa di aver divulgato informazioni classificate.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2026 - Il Giornale d'Italia