19 Marzo 2026
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha pubblicato un video per promuovere la pena di morte, mostrando un cappio collocato su un patibolo. Nello stesso filmato, ha smentito le voci sul suo presunto assassinio. Nelle ultime settimane, infatti, dopo diversi raid iraniani su Tel Aviv, hanno iniziato a circolare con insistenza indiscrezioni secondo cui il Ministro della Sicurezza sarebbe morto e la sua assenza dalla scena pubblica per circa due settimane aveva alimentato i sospetti.
Dopo aver già indossato in passato una spilla raffigurante un cappio — gesto che aveva sollevato molte critiche — Ben Gvir ha diffuso un video dal contenuto particolarmente duro per sostenere la legge sulla pena di morte per i "terroristi".
Nel filmato, Ben-Gvir ha mostrato un cappio collocato su un patibolo e ha lanciato un messaggio diretto agli iraniani, accusati di diffondere false notizie sulla sua presunta morte: "Agli iraniani che diffondono falsità sul fatto che sto morendo dico: muoio dalla voglia di giustiziare i terroristi! Legge sulla pena di morte per i terroristi ora!".
Come vi avevamo raccontato, nelle ultime settimane il Servizio Penitenziario di Israele (Ips) avrebbe avviato preparativi logistici e organizzativi per una possibile applicazione della pena di morte contro prigionieri palestinesi accusati di aver compiuto o pianificato attacchi contro Tel Aviv. Israele starebbe tentando di far entrare in vigore il progetto “Green Mile” ("Miglio Verde", dal nome del romanzo di Stephen King), che punterebbe ad eseguire le esecuzioni capitali attraverso impiccagione.
Il disegno di legge sulla pena capitale per prigionieri palestinesi ha superato una prima lettura preliminare nel marzo 2023 e una lettura ufficiale alla Knesset nel novembre 2025. Per diventare legge sono necessarie altre due letture. Il provvedimento, così come formulato, si applicherebbe esclusivamente a palestinesi accusati di uccisione o tentata uccisione di israeliani, escludendo esplicitamente soldati o coloni israeliani.
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