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Steve Sweeney ferito da raid Idf su Libano, giornalista di RT: “Azione deliberata di Israele, volevano zittirmi” - VIDEO

Un raid israeliano nel sud del Libano ha ferito il giornalista britannico Steve Sweeney e il cameraman libanese Ali Rida, mentre stavano documentando gli sviluppi del conflitto nella regione. I 2 lavoravano per l’emittente RT e sono stati colpiti da schegge dopo l’esplosione di un missile caduto a pochi metri dalla loro posizione

20 Marzo 2026

Steve Sweeney, giornalista di RT, ha denunciato il raid delle Idf di ieri, che lo ha ferito in Libano, bollandolo come intenzionale e sottolineando l’assenza di qualsiasi avviso o comunicazione all’Esercito libanese che aveva autorizzato le riprese: “Azione deliberata di Israele, volevano zittirmi”.

Steve Sweeney ferito da raid Idf su Libano, giornalista di RT: “Azione deliberata di Israele, volevano zittirmi”

Un raid israeliano nel sud del Libano ha ferito il giornalista britannico Steve Sweeney e il cameraman libanese Ali Rida, mentre stavano documentando gli sviluppi del conflitto nella regione. I 2 lavoravano per l’emittente RT e sono stati colpiti da schegge dopo l’esplosione di un missile caduto a pochi metri dalla loro posizione.

Dopo il raid, Sweeney è intervenuto su X dichiarando: “Oggi Israele ha cercato di uccidermi in un attacco aereo mirato nel sud del Libano mentre stavo documentando il targeting dei ponti e lo sfollamento forzato di 1 milione di persone, un’operazione di pulizia etnica su scala maggiore della Nakba.

Non ho assolutamente dubbi che si sia trattato di un’azione deliberata. Nonostante le dichiarazioni, non ci sono stati avvertimenti prima dell’attacco né notifiche inviate all’Esercito libanese, che ci ha permesso di filmare.

Come abbiamo visto a Gaza, vogliono zittire i giornalisti che documentano e riportano i loro crimini di guerra.

Sono le potenze occidentali a fornire supporto politico e militare a Israele, armando il paese fino ai denti per portare avanti il genocidio a Gaza e la pulizia etnica qui in Libano. Non sono semplicemente complici, ma partecipanti attivi e dovrebbero essere ritenuti responsabili delle loro azioni.

Ma se Israele pensa che l’attacco di oggi ci farà tacere e ci terrà lontani dal campo, si sbaglia di grosso”.

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