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Crisi Cuba, registrata scossa di magnitudo 5,8 e nuovo maxi blackout, Trump: "Avrò l'onore di prendere l'Isola" – VIDEO

Dopo ore di collasso alla rete elettrica nazionale che ha lasciato scoperti oltre 10 milioni di cittadini, Cuba è stata attraversata nella notte da una scossa di terremoto con epicentro a sud-ovest Maisí. Da Washington Trump è tornato a predire la caduta di Cuba: "Posso farne ciò che voglio"

17 Marzo 2026

L'Isola di Cuba è stremata dopo che ieri, 16 Marzo, si è registrato un nuovo collasso della rete elettrica nazionale lasciando circa 10 milioni di cittadini in totale blackout. Nella notte però l'Isola è stata attraversata anche da un sisma di magnitudo 5,8, geolocalizzato a meno di 50 chilometri da Maisí, comune della provincia meridionale di Guantánamo. Dalla Casa Bianca 'The Donald' insiste sullo stato di "indebolimento" dell'Isola: "Penso stia vedendo la fine. (...) Credo che avrò l'onore di prendere Cuba. Sarebbe bello".

Crisi Cuba, registrata scossa di magnitudo 5,8 e nuovo maxi blackout, Trump: "Avrò l'onore di prendere l'Isola" - VIDEO

L'Isola di Cuba è ormai al collasso, tra crisi alimentare, frequenti interruzioni dell'elettricità, disoccupazione e servizi di base rarefatti. Ieri, lunedì 16 Marzo, l'Unione Elettrica Nazionale cubana ha segnalato l'ennesimo crollo dell'elettricità su tutta l'Isola tentando di ripristinarla gradualmente nelle province. Si tratta di un nuovo caso di blackout generalizzato dopo le frequenti interruzioni di corrente nel Paese caraibico, peggiorate da quando Donald Trump ha inasprito l'embargo cubano riducendo drasticamente le importazioni di petrolio e carburante nell'Isola.

Al tracollo dell'elettricità nazionale però si è aggiunto, questa notte, anche un terremoto di magnitudo 5,8. Secondo i rilevamenti fatti dallo US Geological Survey, l'epicentro è stato localizzato a circa 49 chilometrisud-ovest di Maisí, ad una profondità di 11,6 chilometri. Non è giunta notizia né di vittime né di danni significativi. Le condizioni in cui verte l'Isola hanno portato domenica scorsa e giorni prima a diffuse proteste contro la crisi economica e sociale senza precedenti: disordini sono stati registrati soprattutto a L'Avana e a Moron. La strategia americana risiede ora in un'attesa tattica del collasso definitivo del Paese centroamericano, come ha più volte lasciato intendere Trump, affinché sia la stessa Avana a negoziare con gli Usa.

Questo è quanto riferito ieri da Trump: "Cuba è una nazione in bancarotta. Vuole fare un accordo e penso che ne faremo uno presto o faremo quello che dobbiamo fare". Ponendo una "priorità" di affari esteri - "affronteremo l'Iran prima di Cuba" - il tycoon, parlando alla Casa Bianca coi giornalisti, ha fatto intendere il futuro controllo statunitense sull'Isola. "Penso che Cuba stia vedendo la fine. (...) Credo che avrò l'onore di prendere Cuba. Sarebbe bello. È un grande onore prendere Cuba. (...) Voglio dire, che la liberi o la prenda, penso di poterci fare quello che voglio". Poi scherzando "Penso che Cuba, non so, a suo modo, turismo e tutto il resto, è un'isola bellissima, un clima fantastico. Non si trova in una zona a rischio uragani, il che è un bene per una volta, sai. Non ci chiederanno soldi per gli uragani ogni settimana".

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