16 Marzo 2026
Parigi, 16 mar. (askanews) - La guerra in Medioriente, scoppiata con l'attacco di Usa e Israele a Teheran, è entrata ormai nella terza settimana e sta creando "la maggiore interruzione nella fornitura nella storia del mercato petrolifero". A fare il punto sulla situazione energetica dopo il blocco nello stretto di Hormuz, è il numero uno dell'Aie, agenzia internazionale dell'energia, Fatih Birol, che ha rassicurato sulla capacità di far fronte alla situazione grazie alle scorte, a pochi giorni dalla decisione del rilascio record di 400milioni di riserve strategiche.
"Abbiamo ancora molte scorte - ha detto - Questo rilascio di scorte, una volta completato, ridurrà le riserve di emergenza nei paesi membri dell'Aie solo di circa il 20%. In termini di scorte governative e scorte industriali detenute per obblighi governativi, se le sommiamo, rimarranno ancora oltre 1,4 miliardi di barili, il che significa che potremo fare di più in seguito, se e quando necessario."
Questi interventi restano comunque una soluzione provvisoria, l'unico modo per stabilizzare il mercato, ha spiegato Birol, è riaprire lo Stretto di Hormuz, un punto nevralgico attraverso il quale passa circa il 20% delle esportazioni globali di petrolio in tempo di pace.
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