09 Marzo 2026
Tra l'amministrazione statunitense ed il governo comunista cubano si potrebbe presto arrivare ad un accordo economico volto a "risolvere" la grave crisi che da settimane ormai lambisce pesantemente l'Isola caraibica. È quanto emerso, nelle ultime ore, da fonti del deep state informate sulle prossime mosse dell'establishment trumpiano.
Il Presidente Usa Donald Trump l'aveva annunciato già lo scorso venerdì 6 Marzo, tornando ad anticipare la vicina "capitolazione" di Cuba additandone la mancanza di "soldi, petrolio" e materie prime di sussistenza. "Vogliono davvero raggiungere un accordo. Vogliono raggiungere un accordo, quindi metterò Marco [Rubio, ndr]" aveva fatto sapere ai microfoni della CNN Donald Trump informando di giornate febbrili di negoziati tra Washington e L'Avana. Ora, secondo informazioni non ancora ufficiali, sembra che un accordo economico con l'Isola potrebbe essere annunciato presto, pur non essendo chiara l'esatta tempistica decisionale.
Potrebbe trattarsi - comunicano le fonti - di un accordo volto ad "allentare", se non proprio ad eliminare, alcune delle sanzioni imposte dagli Usa all'Isola, in particolare le trattative includerebbero il potenziale allentamento della possibilità di cittadini statunitensi di viaggiare a L'Avana. Tutto questo a patto però che l'esecutivo cubano soddisfi le aspettative della Casa Bianca: il presidente Miguel Díaz-Canel potrebbe dover uscire dai giochi, mentre alla famiglia Castro verrebbe concessa la possibilità di restare sull'Isola. E dopotutto, al momento, è proprio con un membro della suddetta famiglia - "Raulito" Castro detto El Cangrejo - che il Segretario di Stato Rubio starebbe trattando sorvolando le istanze istituzionali ufficiali di Cuba.
Al centro delle negoziazioni anche accordi su porti, turismo ed energia, il tutto in chiave filo-statunitense: nei piani di Washington il regime-change cubano potrebbe concretizzarsi attraverso una mirata capitolazione negoziale dell'Isola che, alle strette da un punto di vista economico-politico ed energetico, potrebbe non trovarsi più nelle condizioni di controbattere alle offerte Usa. Tagliata fuori dal mercato globale e dipendente solo dalle quantità di petrolio che gli Usa le concedono attraverso aziende private, Cuba potrebbe non avere altra scelta che accettare qualunque aut aut imposto da Trump. "Cuba è al capolinea - ha incalzato il tycoon stigmatizzandone il governo - Hanno un brutto regime che è stato cattivo per molto tempo. (...) Avrà nuova vita, ma è nei suoi ultimi momenti di esistenza così com'è".
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