19 Febbraio 2026
Alla prima riunione del Board of Peace a Washington, il presidente statunitense Donald Trump ha minacciato nuovamente l'Iran: "Dobbiamo raggiungere un accordo oppure succederanno cose brutte per Teheran. Scoprirete cosa accadrà fra circa 10 giorni". Con questo, il tycoon insiste sulla via della diplomazia, ma con il dito sul grilletto e un ultimatum preciso.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un nuovo avvertimento all’Iran, affermando che senza un “accordo significativo” potrebbero accadere “cose brutte”. Parlando a Washington durante l’incontro inaugurale del Board of Peace, Trump ha indicato una finestra temporale precisa: “Nei prossimi dieci giorni scopriremo se riusciremo a raggiungere un accordo con l’Iran oppure no”.
Il presidente ha ribadito quella che definisce una linea rossa non negoziabile: “Teheran non può avere l’arma atomica”. Secondo Trump, i colloqui condotti dai negoziatori statunitensi sarebbero stati “ottimi”, ma l’esito resta incerto. “Dobbiamo trovare un accordo significativo, altrimenti succederanno cose brutte”, ha insistito, lasciando intendere che l’alternativa diplomatica potrebbe aprire la strada a misure più dure.
Pur sottolineando che gli Stati Uniti mantengono “buoni rapporti” con gli interlocutori iraniani, il presidente ha chiarito che Washington è pronta a percorrere “un percorso molto diverso” qualora Teheran non decidesse di aderire alle richieste americane. “Se si uniscono a noi, sarà fantastico. Se non si uniscono a noi, andrà bene lo stesso”, ha dichiarato, in un passaggio interpretato da molti osservatori come un riferimento implicito all’opzione militare.
Le dichiarazioni arrivano in un momento di forte tensione regionale, con un massiccio rafforzamento della presenza militare statunitense in Medio Oriente e negoziati che, secondo diverse fonti, non avrebbero finora prodotto progressi decisivi.
La scadenza dei “dieci giorni” indicata da Trump rischia ora di trasformarsi in un conto alla rovescia diplomatico, mentre la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione l’evoluzione del confronto tra Washington e Teheran.
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