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Export Giappone, +16,8% a gennaio 2026, rialzi più significativi per Nikkei 225 e Topix; investiti $36 miliardi negli USA in energia e minerali

Il Nikkei 225 ha superato la soglia dei 57.000 punti con un progresso dell’1%, mentre il Topix è salito dell’1% a quota 3.800, recuperando le perdite registrate a inizio settimana

18 Febbraio 2026

Export Giappone, registrato +16,8% a gennaio 2026, rialzi più significativi per Nikkei 225 e Topix; investiti $36 miliardi negli USA

Borsa Tokyo

Il settore export in Giappone ha registrato una crescita del 16,8% a gennaio 2026, osservati i rialzi più significativi per Nikkei 225 e Topix e sono stati annunciati investimenti da $36 miliardi negli USA. Le borse giapponesi hanno chiuso in rialzo nella seduta di mercoledì 18 febbraio, sostenute da dati macroeconomici superiori alle attese.

Nikkei 225 e Topix

Il Nikkei 225 ha superato la soglia dei 57.000 punti con un progresso dell’1%, mentre il Topix è salito dell’1% a quota 3.800, recuperando le perdite registrate a inizio settimana. Le piazze cinesi sono rimaste chiuse per le festività del Capodanno Lunare.

A sostenere il mercato è stato il dato sulle esportazioni di gennaio, cresciute del 16,8% su base annua, in accelerazione rispetto al +5,1% di dicembre e al ritmo più sostenuto degli ultimi quattro anni. L’espansione è stata trainata in particolare dalla domanda proveniente dall’Asia e dall’Europa occidentale. Le spedizioni verso la Cina, principale partner commerciale del Giappone, hanno registrato un aumento del 32%, in netto miglioramento rispetto al +5,6% del mese precedente, che aveva risentito delle tensioni diplomatiche.

Le importazioni sono diminuite del 2,5%, ridotto il disavanzo commerciale

Nel contesto delle relazioni economiche con Washington, Tokyo ha annunciato un piano di investimenti da 36 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei comparti petrolifero, del gas naturale e dei minerali critici. L’iniziativa rientra in un più ampio impegno da 550 miliardi di dollari previsto da un accordo commerciale bilaterale.

A livello settoriale, gli acquisti si sono concentrati sui titoli finanziari: Mitsubishi Financial Group, Mizuho Financial e Sumitomo Financial Group hanno segnato rialzi compresi tra il 2,1% e il 3,2%. Positiva anche la performance di alcuni titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale, tra cui Tokyo Electron (+3%), Fujikura (+3,2%) e Lasertec (+1,7%). I futures sul Nasdaq hanno scambiato in moderato rialzo (+0,25%).

In ambito monetario, la Reserve Bank of New Zealand ha lasciato invariato il tasso ufficiale al 2,25% nella riunione di febbraio, confermando il livello più basso dal 2022 e in linea con le aspettative del mercato. L’istituto ha indicato che l’orientamento resterà accomodante ancora per un periodo, con i precedenti tagli che continuano a sostenere la ripresa e a ridurre la capacità produttiva inutilizzata.

Inflazione

L’inflazione si mantiene leggermente al di sopra dell’intervallo obiettivo dell’1–3%, ma le pressioni di fondo su prezzi e salari risultano in attenuazione; il ritorno verso il target del 2% è atteso nel corso del prossimo anno. L’economia ha mostrato segnali di rafforzamento negli ultimi trimestri, grazie al miglioramento dei prezzi delle esportazioni e alla ripresa degli investimenti residenziali e aziendali, mentre consumi delle famiglie e mercato del lavoro restano deboli. La banca centrale ha definito i rischi per lo scenario “nel complesso bilanciati” e ha ribadito che le prossime decisioni saranno guidate dai dati macroeconomici e dall’evoluzione dell’inflazione.

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