29 Gennaio 2026
Fabio Fois, Responsabile Investment Research & Advisory di Anima Sgr
Fabio Fois, Responsabile Investment Research & Advisory di Anima Sgr, ha commentato la decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi tra il 3,50% e il 3,75%, sottolineando come, nonostante un atteggiamento più “hawkish” rispetto a dicembre, la banca centrale americana mantenga una chiara inclinazione all’allentamento. Secondo Fois, sono attesi tre ulteriori tagli dei tassi nel corso del 2026, con il prossimo movimento probabile nella prima metà dell’anno, mentre i rischi restano orientati verso un numero inferiore di riduzioni qualora l’economia dovesse surriscaldarsi.
Come ampiamente previsto, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha deciso di mantenere i tassi di interesse tra 3,50% e 3,75%, dopo tre riduzioni consecutive. Nonostante un tono più “hawkish” rispetto a dicembre, la Fed conferma una chiara inclinazione verso l’allentamento monetario, indicando che riprenderà a tagliare i tassi non appena sarà ragionevolmente certa che l’inflazione legata ai dazi abbia raggiunto il suo picco.
La Fed ha descritto l’attività economica come in espansione a “ritmo solido” (in precedenza “moderato”) e ha rilevato segnali di stabilizzazione nel mercato del lavoro, senza più sottolineare rischi al ribasso per la creazione di posti di lavoro. I rischi per la disoccupazione sono stati valutati più equilibrati e, secondo il presidente Powell, la spesa delle famiglie rimane robusta, nonostante la fiducia dei consumatori sia ancora bassa.
Powell ha chiarito che un aumento dei tassi non rientra nello scenario di base, e che ulteriori progressi nella disinflazione saranno sufficienti per riprendere i tagli. L’attenzione resta sulle pressioni tariffarie, il cui picco è atteso entro metà anno. Inoltre, il Presidente ha osservato che la crescita della produttività dovrebbe contenere le pressioni inflazionistiche, anche in caso di crescita economica sostenuta.
Anima Sgr conferma la previsione di tre ulteriori riduzioni dei tassi nel corso dell’anno, con alcune modifiche nei tempi:
Si prevede il prossimo taglio nella prima metà del 2026 (H1), rispetto a marzo stimato in precedenza.
La previsione si basa su una crescita dell’economia e dei consumi superiore alle attese, con inflazione core PCE prevista al target entro fine anno.
I rischi restano orientati verso meno tagli in caso di surriscaldamento dell’economia o accelerazione dei salari, soprattutto in un mercato del lavoro considerato “piccolo” e rigido.
Nonostante le dichiarazioni più hawkish, la Fed mantiene una politica orientata all’allentamento monetario, con possibili aggiustamenti temporali a seconda delle evoluzioni economiche e politiche. L’attenzione resterà concentrata sull’inflazione derivante dai dazi, sulla dinamica dei salari e sull’equilibrio tra crescita e pressione sui prezzi.
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