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Folgiero (Fincantieri): "La priorità dell’industria della difesa è aumentare la capacità produttiva, riducendo i costi"

Il Giornale d'Italia ha intervistato Pierroberto Folgiero, AD di Fincantieri: "L’industria della difesa italiana si sta strutturando per accelerare l’innovazione tecnologica, e si conferma tra le migliori a livello globale"

29 Gennaio 2026

Pierroberto Folgiero, AD di Fincantieri, in occasione della prima edizione del "Forum Difesa", è stato intervistato da Il Giornale d'Italia.

Quali priorità guida l'industria della difesa e come Fincantieri vi si sta preparando?

"La priorità numero uno è aumentare la capacità produttiva: come ha ricordato il Ministro Crosetto, bisogna accelerare, abbassare i costi e aumentare l'efficacia. C'è la nostra forza armata di riferimento da supportare, da servire; la domanda europea spinta dall'applicazione del Piano SAFE, misura a disposizione dei 27 Paesi già prenotata dal valore di 150 miliardi. L'interesse geopolitico è aumentare la capacità produttiva sia nell'interesse nazionale, sia nella direzione della difesa europea. Inoltre c'è il mondo dell'export extraeuropeo, sempre sulla piattaforma geopolitica italiana dei Paesi che fanno parte appunto di questa piattaforma.

Secondo me siamo entrati in un ciclo geopolitico della difesa che durerà a lungo. E dobbiamo anche abituarci alla difesa da minacce non convenzionali, quelle della guerra ibrida. La minaccia dei cavi subacquei è un tema macroscopico che è stato sottovalutato: una minaccia molto attuale perché questo tipo di episodi sono sempre più frequenti; bisogna dunque attrezzarsi per la sicurezza delle infrastrutture subacquee per la sicurezza dei porti. È un nuovo mondo, al di della difesa tradizionale, ci sono queste minacce non convenzionali che hanno bisogno di strumenti non convenzionali nuovi.

Il Ministro ha parlato dell'uscita da un periodo in cui la difesa non era una priorità; l'industria è stata abituata a dei ritmi e a una velocità di esecuzione, di innovazione, coerente con periodo storico del passato. Nel futuro le priorità sono molto diverse. L'industria della difesa italiana si sta attrezzando per accelerare le traiettorie tecnologiche di innovazione (a esempio droni subacquei, droni di superficie su cui stiamo lavorando, nave del futuro - anche militare). Inoltre deve anche aumentare la capacità: essere in grado di produrre velocemente a costi migliori. E questo l'industria della difesa lo sta facendo, come ha evidenziato il Ministro, perché è solida e una delle migliori al mondo.

La Marina militare italiana ha un piano di investimento di lungo termine contenuto negli strumenti di programmazione. In questi strumenti sono già evidenziati i programmi nel breve, nel medio e nel lungo; il nostro ruolo è quello di lavorare impeccabilmente per realizzare quei piani e mantenere quei tempi. La transizione energetica è un tema più civile che militare. Noi sulla transizione energetica siamo da tre anni al lavoro su tutti i nuovi sistemi di motorizzazione, non solo i nuovi carburanti ma anche i nuovi sistemi di propulsione, come le celle a combustibile che abbiamo validato per la Marina e per i sommergibili della Marina. E stiamo pensando molto avanti nel portarli anche sulle navi da crociera. Quindi obiettivi immediati, di medio e di lungo. Siamo ingaggiati anche sulla traiettoria del nucleare a mare: in una visione clean piuttosto che green c'è anche il nucleare.

C'è una concorrenza di vari strumenti che finanziano gli investimenti nella difesa. Ciò che è importante è che i programmi di sviluppo dell'Italia sono coperti da questi stanziamenti nella difesa, e la cosa più interessante è che Fincantieri è al lavoro per mettere a frutto e a segno anche il SAFE delle altre nazioni. In Europa hanno i loro programmi di aumento della base navale: Fincantieri si sta dimostrando un player che in Europa facilita la collaborazione tra nazioni, non solo lavorando sul SAFE italiano, ma anche sul quello internazionale".

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